In Spagna villaggi disabitati in vendita a 200 – 450 mila euro

Sono sempre di più i villaggi spagnoli abbandonati che gli ex abitanti decidono di mettere in vendita ad una cifra irrisoria per favorirne il ripopolamento.

Anche la Spagna sta affrontando la problematica dei borghi fantasma, ma in alcuni casi gli ex- abitanti hanno deciso di vendere, anzi di svendere, l’intero villaggio, oramai abbandonato, a cifre irrisorie.

La campagna spagnola è sempre meno abitata, ma in alcuni casi i cittadini si sono organizzati e tramite agenzie specializzate, tra cui Aldeas Abandonadas, hanno iniziato a mettere in vendita interi pueblos (piccoli villaggi di campagna). Per ora ne sono stati acquistati circa 40 ad un prezzo medio che va dai 200 ai 450 mila euro. Nel 70% dei casi gli acquirenti sono stati privati stranieri che hanno deciso di fare un investimento a fini turistici o di allevamento, ma la trattativa ha coinvolto anche aziende. Tra i supporters entusiasti di questo progetto spicca Gwyneth Paltrow, che ha inserito uno dei villaggi sul proprio sito web (Goop) consigliandone l’acquisto.

Secondo i dati dell’agenzia, i borghi abbandonati in Spagna sono circa tremila, sparsi tra le diverse regioni, con una concentrazione più alta in Galizia, Castiglia e León, ma anche in Aragona e nelle Asturie. Tra questi compare il paesino di Acorrada, in Galizia, formato solo da sei case e da qualche granaio, disabitato da tempo, che i cittadini hanno venduto alla cifra di 85 mila euro. Queste iniziative private della vicina Spagna ricordano le misure prese in Italia per contrastare lo spopolamento di comuni più o meno grandi, con case in vendita alla cifra simbolica di un euro, partita da Salemi ed estesa a diversi paesini dalla Sardegna al Piemonte. Non tutti i villaggi spagnoli però possono esser venduti in toto, perché alcune case non presentano una documentazione chiara o necessitano di interventi di restauro troppo costosi che i proprietari non sono in grado di effettuare e scoraggiano gli investitori.

La situazione abitativa in Spagna è molto delicata, dato che il 90% della popolazione si concentra nel 30% del territorio. In particolare quasi il 62% dei villaggi ha visto diminuire notevolmente i propri abitanti, con circa 25 capoluoghi di provincia che si stanno lentamente spopolando. Il problema è destinato a crescere, dato che il Paese ha attualmente uno dei tassi di fertilità più basso dell’UE, con un divario tra città e campagna molto alto. Per contrastare questo fenomeno, il Governo ha avviato una serie di iniziative per favorire il ripopolamento dei piccoli borghi, come l’implementazione della banda larga, per consentire il lavoro da casa, il finanziamento parziale del restauro delle case tradizionali e la costruzione di strutture turistiche, sfruttando il trend che vede una rinascita e riscoperta dei piccoli centri.

Il tema è tra i più cari all’elettorato, particolarmente sentito ovviamente dai pochi abitanti di questi piccoli centri, e si è rivelato centrale nella corsa alle elezioni del 28 aprile. A fine marzo c’è stata una forte protesta tra Plaza Neptuno e Plaza de Colón a Madrid, con decine di migliaia di persone che hanno chiesto misure concrete allo Stato contro lo spopolamento, servizi pubblici di qualità e investimenti per contrastare questa tendenza, secondo lo slogan “España vaciada, España arruinada” (Spagna svuotata, spagna rovinata). La “Revuelta de la España Vaciada” (Rivolta della Spagna abbandonata) ha rappresentato un vero e proprio evento storico, riunendo 90 collettivi da 23 diverse province, che sicuramente avranno un peso non indifferente durante le prossime elezioni. In particolare il partito liberale Ciudadanos ha fatto diverse promesse in merito, ma perché si concretizzino bisognerà aspettare gli esiti delle votazioni.

In Spagna villaggi disabitati in vendita a 200 – 450 mila e...