Sfratti sospesi per Coronavirus, il Governo proroga ancora la scadenza

Nel dl Rilancio un emendamento, proposto da Leu e Pd e approvato in commissione Bilancio della Camera, che “allunga” la sospensione delle esecuzioni immobiliari

Tra i tanti emendamenti – oltre 7500 – al decreto Rilancio, arriva anche una nuova proroga agli sfratti.

Il Governo Conte, per fronteggiare l’emergenza Covid, aveva già decretato il blocco degli sfratti su tutto il territorio italiano con il cosiddetto decreto Cura Italia, sospendendo l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, fino al 30 giugno 2020. La data era poi stata nuovamente posticipata al 1 settembre 2020.

Cosa succede a chi non ha pagato l’affitto durante il Covid

Il Cura Italia interveniva però solo per le procedure di sfratto per morosità già pendenti, posticipandone gli effetti e salvaguardando gli inquilini morosi. L’Esecutivo non aveva invece previsto nessuna possibilità di sospensione del pagamento del canone di locazione, se non facendo ricorso al recesso anticipato per giusta causa.

In caso di morosità dell’inquilino durante i mesi dell’emergenza sanitaria, il proprietario potrebbe intraprendere il processo di sfratto. Il Cura Italia, infatti, prevede la sospensione dei procedimenti giudiziari ma non esclude la possibilità di instaurare nuovi giudizi.

Gli sfratti in Italia

La situazione degli sfratti in Italia è già complessa di per sé. Solo nel 2018, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, si registravano 56mila sentenze di sfratto emesse a livello nazionale e oltre 30mila sfratti eseguiti con forza pubblica.

Durante l’emergenza Covid, i numeri sono saliti alle stelle. Difficile fare stime precise, ma secondo diversi analisti le sentenze di sfratto potrebbero aumentare in maniera esponenziale di almeno il 50%: tradotto, altre 25mila famiglie nel 2020 potrebbero ritrovarsi senza casa.

Cosa prevede l’emendamento Leu e Pd

Ora, nel nuovo dl Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza) è contenuto un emendamento, proposto da Leu e Pd e approvato in commissione Bilancio della Camera, che “allunga” la sospensione delle esecuzioni immobiliari fino al 31 dicembre 2020.

Naturalmente bisogna aspettare l’approvazione definitiva per questa norma che, se da un lato aiuta le famiglie morose in difficoltà che non riescono a pagare l’affitto, dall’altra accende una durissima protesta da parte delle rappresentanze del settore edilizio. Confedilizia è già sul piede di guerra: “Il blocco degli sfratti è un atto da irresponsabili e un insulto al diritto di proprietà. Gli italiani che hanno appena versato i primi 11 miliardi dell’Imu 2020, che il Governo non si è neppure degnato di rinviare, se ne ricorderanno”.

Contributo di affitto straordinario

Intanto, a marzo scorso Unione Inquilini, Link Coordinamento Universitario, Rete della Conoscenza e Pensare Urbano si sono mobilitate per chiedere al Governo un contributo all’affitto straordinario.

Un fondo eccezionale, con erogazione immediata per il contributo affitto che permetta di coprire le spese degli inquilini e di tutte le categorie, evitando episodi di morosità. Superando i bandi comunali e procedere, in base ai requisiti, all’erogazione direttamente sull’Iban del locatore.

Una misura che, dicono, potrebbe salvare le 3,2 milioni di famiglie italiane, lavoratori precari e studenti che vivono in affitto e che oggi sono impossibilitati a pagare.

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