Bonus per la casa tecnologica: quanto vale e chi può richiederlo

La domotica rivoluziona milioni di abitazioni. Tra confort e interattività, sempre più italiani scelgono le nuove tecnologie. E le agevolazioni aiutano il mercato

Il mondo della casa si evolve giorno dopo giorno, trasformando profondamente le abitazioni di ognuno di noi e il nostro rapporto con esse. La rivoluzione tecnologica che ci sta accompagnando negli ultimi venti anni abbraccia ogni ambito della vita umana e, chiaramente, non fanno eccezione appartamenti, ville e fabbricati.

E infatti la vera protagonista degli ultimi tempi è la domotica, definita da linguisti ed esperti come la scienza che si occupa dello studio delle tecnologie adatte a migliorare la qualità della vita degli individui all’interno della propria residenza.

Un ambito fortemente interdisciplinare, in quanto necessita dei contributi derivanti dall’ingegneria, dall’architettura e dal design, coniugandoli con i nuovi strumenti forniti dall’automazione, dall’informatica e dalla robotica.

I dispositivi hi-tech di ultima generazione hanno davvero lo scopo di semplificare la vita dentro (e fuori) l’abitazione. Ma – oltre al confort, che rappresenta la finalità principale della domotica – la sinergia tra gli impianti e gli elettrodomestici favorisce anche l’ottimizzazione delle risorse energetiche, con notevoli benefici di natura economica per le famiglie che ne usufruiscono.

Molti i vantaggi riscontrati, dalla comodità al risparmio

Smart speaker, robot aspirapolvere, sistemi di allarme controllati a distanza. Ma anche impianti di irrigazione e purificatori per l’aria impostati da remoto. Questi sono solo alcuni esempi che chi ha scelto la casa smart conosce alla perfezione (qui i numeri del nuovo Internet satellitare di SpaceX, da poco sbarcato in Italia).

Si tratta di elementi – anche d’arredo – di ultima generazione in grado di agevolare la gestione delle più basilari attività quotidiane. I vantaggi sono però enormemente maggiori rispetto alla spesa, sia in termini di comodità che di risparmio.

Un impianto domotico permette, ad esempio, di programmare l’accensione e lo spegnimento del riscaldamento, monitorando la temperatura dell’ambiente anche quando si è assenti ed evitando così inutili sprechi di energia e di denaro.

La sinergia tra gli impianti e gli elettrodomestici favorisce infatti l’ottimizzazione delle risorse energetiche, con un vantaggio tangibile in bolletta già dopo il primo periodo.

A livello di analisi costi-benefici, dunque, non ci sono dubbi sull’utilità di una scelta del genere: a fronte di un investimento iniziale importante (ma per il quale entrano in gioco diverse agevolazioni), un sistema domotico permetterà infatti di ammortizzare in breve tempo la spesa sostenuta, contribuendo inoltre alla salvaguardia dell’ambiente.

Quali spese copre l’agevolazione fiscale e a quanto ammonta il rimborso

Come detto, non mancano i bonus volti ad incentivare queste operazioni. Fino alla fine del 2021 sarà infatti possibile usufruire del cosiddetto Ecobonus al 65%, una detrazione fiscale sulle spese d’acquisto, d’installazione e di messa in opera dei dispositivi multimediali necessari.

La detrazione fiscale andrà quindi a coprire una quota pari al 65% dell’intera somma spesa, sarà fruibile in dieci quote annuali di pari importo e non è previsto nessun limite massimo di rimborso (qui tutte le altre agevolazioni per la casa in scadenza al 31 dicembre 2021).

Per ottenere lo sconto occorre che i dispositivi multimediali consentano l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti direttamente da remoto. La strumentazione attivata dovrà inoltre essere predisposta per indicare i consumi energetici in modalità digitale tramite l’invio periodico dei dati. Infine dovrà mostrare le condizioni di funzionamento e la temperatura di regolazione degli impianti.

Rientrano nell’agevolazione fiscale – oltre alle voci già citate – anche le opere elettriche e murarie necessarie per l’avviamento degli impianti, sia quelli svolti all’interno dell’unità abitativa, sia quelli eventualmente realizzati nelle aree comuni di edifici e palazzine.

Un’ultima condizione è quella riguardante il pagamento, che andrà effettuato esclusivamente con modalità tracciabili. L’Ecobonus non copre solo l’acquisto di dispositivi per l’interazione a distanza con le apparecchiature, quali telefoni cellulari, tablet e personal computer.

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