Come funziona l’usufrutto della casa dei genitori

Scopri come funziona l'usufrutto della casa dei genitori e in che modo viene regolamentato

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Virginia Manca

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Da sempre ho avuto due forti passioni: le materie economiche-giuridiche e il mondo digitale. Partendo da questo ho deciso di unire in sinergia i due ambiti, trasformandoli nella mia professione attuale.

Talvolta può accadere che un genitore possa manifestare la volontà di cedere la proprietà di uno o più immobili ai figli, conservando al tempo stesso l’usufrutto per il resto della vita.

Si tratta di una condizione sempre più comune, che prevede di concedere l’usufrutto della casa ai genitori, nonostante la proprietà sia dei figli.

L’usufrutto infatti è un particolare istituto giuridico che attribuisce al proprietario di un bene, la possibilità di concedere l’utilizzo e i suoi frutti a una terza persona.

In questo articolo andremo ad approfondire nel dettaglio questa tematica, comprendendo quali sono i vantaggi e gli svantaggi della procedura. Ma soprattutto come funziona e quanto dura l’usufrutto.

L’usufrutto: definizione e caratteristiche

L’usufrutto è un diritto reale minore che è stabilito e disciplinato dagli articoli 978 e seguenti del Codice Civile. Come stabilito dalle medesime norme, l’usufrutto si può descrivere come l’attribuzione del diritto verso un soggetto, di godere di un bene di proprietà di un altro individuo e di raccoglierne i frutti, con l’unico obbligo di mantenere la destinazione economica originaria.

Quando si parla di usufrutto è indispensabile fare riferimento a tre termini molto importanti, ovvero:

  1. il nudo proprietario: che è rappresentato dal proprietario effettivo del bene, ma che non può utilizzarlo, poiché il diritto di usufrutto è a favore di un’altra persona;
  2. l’usufruttuario: ovvero colui che gode dei diritti sul bene, e di fatto può utilizzarlo o addirittura concederlo a terzi mediante affitto;
  3. il bene: che può essere mobile oppure immobile, e al tempo stesso consumabile oppure inconsumabile.

L’usufrutto dura per tutta la vita dell’usufruttuario, e finché non avviene la sua morte, il nudo proprietario non può disporre del bene.

Spesso succede che si conceda l’usufrutto ai genitori, così che questi ultimi possano godere del bene per tutta la vita, senza di fatto esserne i proprietari. Vediamo nel prossimo paragrafo come funziona e quali sono le modalità di acquisizione.

Come funziona l’usufrutto della casa dei genitori

Se si vuole concedere l’usufrutto mediante il trasferimento della nuda proprietà, è indispensabile andare da un notaio e stipulare il rogito, proprio come se si volesse acquistare un immobile. Però in questo specifico caso, si hanno tre possibilità:

  1. acquisire la proprietà a titolo oneroso, ovvero mediante l’acquisto;
  2. acquisire la nuda proprietà a titolo gratuito, dunque tramite una donazione;
  3. acquisire la nuda proprietà attraverso un vitalizio, mediante l’assistenza ai genitori nella vecchiaia.

Nel caso in cui avvenga l’usufrutto dal figlio al genitore, il più delle volte il trasferimento della proprietà avviene in seguito a un atto di donazione. Infatti sono minori i casi in cui avvenga l’acquisto della casa con l’usufrutto ai genitori, però il principio è il medesimo.

Concedendo dunque la proprietà al figlio, il genitore si conserva la possibilità di continuare a vivere nello stesso immobile fino alla morte. Dunque, in questa specifica situazione al beneficiario non viene attribuito nessun onere e obbligo.

Ma vi sono delle situazioni differenti. Infatti nel caso in cui avvenga la donazione dell’immobile, talvolta il genitore può stabilire che il figlio debba assisterlo durante la vecchiaia, con la promessa che l’immobile diventerà di sua proprietà alla morte dei genitori stessi. Se il figlio dovesse risultare inadempiente a tale vitalizio, può avvenire la restituzione della nuda proprietà.

Usufrutto ai genitori: come avviene il trasferimento di proprietà

Come abbiamo visto, vi sono differenti modalità per il trasferimento della nuda proprietà e dell’attribuzione dell’usufrutto. Nel caso di acquisto a titolo oneroso, avviene l’acquisto della prima casa con l’usufrutto ai genitori, nell’acquisto a titolo gratuito invece avviene una donazione e dunque non sono previsti pagamenti in denaro.

A prescindere dalla situazione, se l’immobile è di proprietà dei genitori e questo viene concesso a solo uno dei figli, gli altri eredi possono impugnare la donazione, se l’usufruttuario ha donato la nuda proprietà, privando gli altri eredi delle quote che spettano loro per legge.

Essi, possono entro 10 dall’apertura della successione, e non oltre i 20 anni dall’avvenuta donazione, agire nei confronti del nudo proprietario, al fine di tutelare un proprio diritto.

Per non incorrere in problemi futuri con gli eredi, si può decidere di procedere con l’acquisto della seconda casa con usufrutto ai genitori, pagando dunque l’immobile a un terzo estraneo. In questo specifico caso, gli eredi non potranno contestare la scelta, in quanto si tratta di un consueto titolo di acquisto.