Perché è meglio prendere una casa in affitto che comprarla

Siamo sicuri che comprare casa sia sempre la soluzione migliore?

Comprare casa rimane uno dei sogni più ambiti dagli italiani. Un traguardo che diverse famiglie sperano di raggiungere e che, alla fine, per molti diventa l’affare su cui investire tutti i risparmi di una vita. Oggi, però, prendere un immobile in affitto potrebbe garantire molti più benefici di quanto se ne avrebbero comprandolo, o comunque potrebbe rivelarsi una mossa più intelligente.

Siamo cresciuti con l’idea che l’acquisto di una casa sia sempre la cosa migliore da fare quando si hanno un po’ di risparmi da parte. È la nostra cultura che ci porta a pensarlo, ma siamo sicuri che è sempre così? Le risposte a questa domanda possono essere diverse da persona a persona. Vi sono tuttavia dei pro e dei contro da valutare che, in molti casi, potrebbero aiutare a capire se è il caso di prendere una casa in affitto o se – al contrario – è meglio comprarne una.

Uno dei vantaggi dell’affitto è sicuramente quello di non dover spendere denaro extra nella riparazione di guasti improvvisi e – spesso – particolarmente costosi. In questi casi, infatti, è il proprietario dell’immobile che, secondo quanto stabilito dal contratto di affitto, dovrà occuparsi di procedere con le attività di manutenzione e riparazione. Si tratta di cifre non indifferenti se si considera il fatto che ogni anno ammontano a circa il 2% – 4% del valore dell’intero immobile e che, di fatto, chi è in affitto risparmia.

Possedere un immobile, inoltre, vuol dire anche fare i conti a fine anno con tasse e imposte che invece non deve pagare chi è in affitto (anzi spesso questi ultimi hanno diritto a detrazioni e sconti fiscali che alleggeriscono il carico fiscale). Possedere una casa, per di più, vuol dire vedere aumentare il proprio patrimonio e, di conseguenza, questo avrà delle ripercussioni sulla propria dichiarazione dei redditi.

Un altro aspetto di cui tenere conto, specie oggi che il mercato del lavoro è sempre più fluido, sono le “radici” che l’acquisto di una casa ti porta inevitabilmente a mettere in un determinato quartiere, paese o città. Chi è in affitto e decide di cambiare mestiere o viene trasferito o trova un impiego che lo potrebbe portare altrove deve valutare l’impegno che una casa – se comprata – comporta.

Quando si è in affitto basta dare il giusto preavviso al proprietario per potersene andare senza problemi. Prima di investire i propri soldi nell’acquisto di un immobile, dunque, forse è meglio chiedersi prima: è qui che vivrò tutta la vita? Certo, in caso di trasferimento, c’è sempre la possibilità di affittare ciò che è di proprietà, ma i soldi investiti verrebbero recuperati in questo modo? Ovvio che se con l’affitto entra meno di quanto è uscito allora vuol dire che l’affare non sarà dei migliori.

Bisogna valutare sempre tutte le possibili conseguenze, positive e negative che siano. Gli affittuari possono spostarsi da un posto all’altro anche scegliendo zone più economiche di quelle dove si trovano. Per loro, insomma, sarà più facile far quadrare i conti, al contrario invece delle difficoltà a cui andrebbe incontro chi – in un periodo di possibile recessione economica – si trova costretto a svendere un immobile o a pagare un mutuo non più sostenibile.

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