Perché cresce il mercato delle case ma frenano i mutui

Nonostante i tassi di interesse al minimo storico, le richieste di mutui in Italia calano. E il motivo è curioso

Torna a splendere il sole nel rapporto tra gli italiani e il mattone. Dopo gli anni bui della crisi immobiliare mondiale, infatti, gli italiani sono tornati a investire nell’immobiliare.

Lo dimostrano i dati ISTAT e dell’Agenzia delle Entrate relativi al primo trimestre del 2019. L’istituto di statistica, infatti, parla di un aumento delle compravendite del 2% rispetto all’ultimo trimestre del 2018 e dell8% rispetto all’anno precedente. Dati analoghi arrivano dall’Agenzia delle Entrate: in questo caso, l’aumento annuale è addirittura dell’8,8%. Qualunque statistica si voglia leggere, il dato non cambia: il mercato immobiliare è in forte ripresa e il trend sembra non doversi arrestare.

A sostenere questa crescita, infatti, ci pensa la Banca Europea. Con gli ultimi provvedimenti del suo mandato, Mario Draghi ha confermato che i tassi continueranno a restare bassi per ancora molto tempo. Anche se dall’Eurotower non è arrivato un nuovo taglio al costo del denaro (che dovrebbe comunque arrivare al rientro dalle vacanze estive), i tassi di riferimento per i mutui continuano a scendere in picchiata. Tra maggio e agosto, il tasso Euribor a 3 mesi (riferimento per la gran parte dei mutui a tasso variabile) ha perso quasi un decimale di punto, mentre l’IRS (riferimento per i mutui a tasso fisso) è stabilmente in territorio negativo.

Questo permette agli italiani di strappare mutui con tassi di interesse davvero molto interessanti. Secondo i dati dell’Osservatorio mutui del portale MutuiOnline.it, un impiegato 35enne con reddito di 2.600 euro mensili potrebbe ottenere un mutuo di 100.000 euro (su un immobile dal valore di 200.000) con tasso d’interesse dello 0,62% (variabile) e dell’1,36% (fisso). Le rate mensili sarebbero rispettivamente di 291,15 euro e di 323,94 euro.

A questo, però, corrisponde un fenomeno che potremmo definire curioso. Nonostante l’impennata negli acquisti di immobili nuovi o già costruiti, infatti, il numero di mutui concessi è calato sensibilmente. Questo non vuol dire, però, che tutti gli acquirenti pagano in contanti. Anzi. Semplicemente, per così dire, è crollato il mercato delle surroghe. Come si può leggere nella “Bussola di Crif-MutuiSupermarket relativa al secondo trimestre 2019”, le richieste di nuovi mutui sono calate del 9,4. “Questa dinamica – si legge nel report del CRIF – è in parte spiegata dalla diminuzione della componente di mutui con finalità surroga e in parte è il risultato di un approccio più cauto da parte di privati e famiglie che scelgono di posticipare la decisione chiave di acquisto casa in attesa di segnali maggiormente chiari a riguardo di una potenziale ripresa economica”.

Insomma, nonostante questo sembri essere il miglior momento per acquistare una nuova abitazione – o surrogare il vecchio mutuo contratto con tassi di interesse maggiore – gli italiani restano guardinghi. Evidentemente, in molti sono rimasti scottati negli anni della crisi immobiliare e, nonostante la ripresa, non vogliono rischiare troppo.

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