Mutuo: casa di proprietà e giovani, un binomio che stenta a decollare

Sono veramente pochi quelli che oggi dispongono di almeno il 20% del prezzo di un immobile

(Teleborsa) Che la casa sia in cima alla lista dei desideri della maggior parte degli italiani, è cosa nota. Allo stesso modo, però, lo scenario è cambiato rispetto a una trentina di anni fa. In particolare, non lo è più per la nuova generazione dei Millennials. I giovani che oggi dispongono di almeno il 20% del prezzo di un immobile sono veramente pochi, visti gli stipendi inferiori di quasi il 20% rispetto ai loro coetanei degli anni Ottanta. In più nell’epoca della condivisione fare uso di una casa, oggi in una città, domani probabilmente da un’altra parte del mondo vista la precarietà dei posti di lavoro, conviene di più che acquistarla. Lo riporta Mutuionline.it.

I GIOVANI E IL FUTURO CONGELATO – Una profonda trasformazione della società che rivela la debolezza delle fasce più giovani, che impiegano molto più tempo per iniziare a lavorare in maniera stabile, affrancandosi in questo modo dalla famiglia. Eppure, nonostante le condizioni sociali, demografiche ed economiche hanno spinto oltre l’età utile in cui i giovani riescono a pensare a un mutuo, le condizioni per ottenere un finanziamento sono anch’esse cambiate, sicuramente in meglio.

MUTUI, MIGLIORANO LA CONDIZIONE A partire dalle quotazioni, che hanno visto un calo dei tassi di interesse inaspettato e davvero sorprendente. E se nel 2012 un mutuo a tasso fisso a 20 anni aveva un tasso del 6,02%, adesso la media è del 2,01% (dati Osservatorio MutuiOnline.it) e allo stesso modo se in quegli anni un tasso variabile lo si poteva ottenere a un tasso medio del 3,70%, adesso invece lo si porta a casa con una media dello 0,87%. Ciò comporta che anche persone con un reddito medio-basso riescono ad accedere ai finanziamenti con più facilità. A questo si aggiunga che le banche sono più disponibili perché con l’iniezione di liquidità del Quantitative easing ne dispongono abbastanza per ridistribuirla senza criteri troppo rigidi.

POSTO FISSO, CONDITIO SINE QUA NON – Ma c’è un altro dato importante che è diventato essenziale quando si richiede un mutuo e che costituisce un deterrente per i potenziali mutuatari è che oltre l’80% di chi riceve un finanziamento dagli istituti di credito ha un impiego a tempo indeterminato. È questa la condizione essenziale per convincere le banche, che invece solo nel 2000 concedeva prestiti a oltre il 20% di lavoratori autonomi e liberi professionisti, quando oggi questa stessa categoria è passata a poco più del 10%

 

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