Mutui, marcia indietro del governo: casa pignorata dopo 18 rate non pagate

Dopo le polemiche, anche all'interno della maggioranza, si cambia

Il governo ci ripensa e corregge in corsa la controversa norma che avrebbe consentito alla banca che eroga un mutuo di entrare in possesso di un immobile senza passare dal Tribunale, dopo appena 7 rate non pagate. Attenzione però: le 18 rate non dovranno necessariamente essere consecutive. E la norma in questione non vale per i mutui in essere che la prevedano espressamente ma solo per i mutui che partiranno dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Inoltre, se il ricavato della vendita non risultasse sufficiente a compensare il credito della banca il debitore non dovrà pagare più nulla.

Sono queste le modifiche che il Governo si è impegnato a introdurre nel decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2014/17 sui mutui. Il decreto prevede che si possa ricorrere alla procedura di esproprio accelerato solo se banca e cliente lo hanno stabilito nel contratto.

La prima stesura del testo, quello che prevedeva l’applicabilità della norma anche ai mutui in essere, era stata duramente contestata in Commissione dalle opposizioni. In particolare, ieri 2 marzo, il Movimento 5 Stelle aveva di fatto bloccato i lavori per protesta.

Nella proposta di parere della Commissione, che deve esprimere un giudizio non vincolante ma – appunto – condiviso preventivamente dal governo, si legge che “la nuova normativa sull’inadempimento non si applica ai contratti già in essere, neanche in caso di surroga, e offre al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino, obbligando la banca ad una maggiore trasparenza”. Si precisa che la clausola sulla possibilità di cedere la casa alla banca per estinguere il debito “è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla”, anche se sul punto ci sono dubbi sulla reale parità tra le due parti (banca e consumatore) al momento della richiesta di un finanziamento.

Sale come detto il numero dei mancati pagamenti necessari perché scatti l’esproprio: “E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate”. Ancora, “in caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore”. La scelta delle 18 rate, spiega il relatore alla Camera Giovanni Sanga, “è stata fatta in base alla normativa già esistente, che prevede appunto la possibilità di sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate sul mutuo prima casa”.

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