Decreto mutui: via libera a esproprio della casa a chi salta 18 rate

Approvato il decreto. Case pignorate alla banca senza passare dal giudice

Il discusso decreto mutui, pur rivisto rispetto all’impianto iniziale che prevedeva il pignoramento della casa per chi non pagasse 7 rate del mutuo, è stato approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri. Il decreto, nominato ‘maggiori protezioni per i consumatori’, ofrfre in realtà maggiori protezioni alle banche, che in assenza della cosiddetta clausola di inadempimento possono pignorare l’immobile senza dover passare dal giudice.

NOVITA’ – Con la ‘revisione’ del decreto dopo le polemiche sollevate in inverno, il debitore diventa inadempiente dopo aver saltato 18 rate del mutuo (non più 7); il pignoramento dell’immobile estingue il debito (nella prima versione no); le norme in questione valgono solo per i contratti futuri (mentre nella prima versione erano retroattive); al mutuatario spetta l’eventuale eccedenza se il prezzo di vendita fosse più alto del debito residuo. Resta che la banca diventa proprietaria della casa del debitore inadempiente in maniera diretta, senza passare dal giudice, con la libertà di farne ciò che crede. Il tutto, come detto, in assenza di clausola di iandempimento.

CLAUSOLA DI INADEMPIMENTO – La clausola di inadempimento sarà in ogni caso facoltativa e potrà essere inserita esclusivamente per i contratti sottoscritti dalla data di entrata in vigore delle nuove norme. Cosa significa? In parole povere che il pignoramento immediato da parte della banca non potrà essere retroattivo, quindi le nuove norme non valgono per i “vecchi” finanziamenti.

Al fine di tutelare i consumatori che sottoscrivono contratti di credito relativi a beni immobili (mutui immobiliari garantiti da ipoteche o finalizzati all’acquisto del diritto di proprietà su un immobile), è prevista l’assistenza obbligatoria per il cliente della banca di un consulente qualora scelga di inserire nel contratto di mutuo, la clausola inadempimento.

Le nuove norme sulla vendita immediata della casa da parte della banca si applicano però solo a:

  • mutui aventi ad oggetto la concessione di credito garantito da ipoteca su un immobile residenziale;
  • mutui finalizzati all’acquisto o alla conservazione del diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o progettato.

Per venire incontro ai consumatori in difficoltà a pagare le rate del mutuo, il decreto prevede inoltre che la Banca d’Italia, nelle disposizioni attuative, abbia particolare riguardo allo stato di bisogno del consumatore. Come si legge nella nota diramata da Palazzo Chigi:
“Le parti possono convenire, attraverso clausola espressa, che in caso di inadempimento del consumatore la restituzione o il trasferimento del bene dato a garanzia, o dei proventi della vendita del bene stesso, comportino l’estinzione dell’intero debito anche se il valore del bene immobile restituito (o i proventi) sia inferiore al debito residuo”.

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