Case a 1 euro in Sicilia da ristrutturare, ecco dove

Alcuni borghi della Sicilia hanno messo in vendita le case abbandonate alla cifra simbolica di 1€, iniziativa poi diffusa anche in altre regioni e all'estero

Il progetto Case a 1 euro arriva anche in Sicilia, dove diversi comuni hanno deciso di vendere le proprietà abbandonate a questa cifra simbolica, per incentivarne il ripopolamento.

A Mussomeli, nel Sud dell’isola, in provincia di Caltanissetta, sono state messe in vendita online 100 case abbandonate a questa cifra simbolica, ma presto ne verranno aggiunte altre 400. L’unica condizione è però che gli acquirenti si impegnino a restaurare e rimettere a nuovo le proprietà, dopo un anno dall’acquisto, altrimenti perderanno gli 8.000 € di deposito.
I lavori costano intorno ai 90 euro al metro quadro, e si aggiungono altri costi amministrativi con gli architetti e ingegneri dei dintorni sono a disposizione per aiutare i nuovi residenti, che ovviamente potranno anche scegliere di rivolgersi ad altre imprese. La cifra è comunque abbastanza conveniente, trattandosi dell’acquisto di una casa ed è un modo per i piccoli comuni della Sicilia di combattere la desertificazione di intere aree e l’abbandono sempre maggiore dei paesi più piccoli da parte dei residenti.

Oltre a questo borgo, aderiscono all’iniziativa anche in altri comuni dell’isola, in tutta Italia e all’estero. Il primo paese a lanciare l’iniziativa è stato Salemi, comune in provincia di Trapani che ha lanciato questo progetto ben otto anni fa, senza successo però dato che gli immobili erano troppo a rischio per essere dichiarati agibili e proprio a seguito di questa iniziativa il sindaco, Vittorio Sgarbi si dimise.
A Gangi, in provincia di Palermo, il progetto, invece, sempre mantenendo l’obbligo del piano di ristrutturazione in un periodo che va dai sei mesi ai due anni, ha funzionato bene. I costi, intorno ai trentamila euro, sono sostenibili, soprattutto per le giovani coppie che hanno diritto a fondi europei appositi. 
Lo stesso principio è stato applicato anche a Sambuca di Sicilia, eletta borgo più bello d’Italia nel 2016, dove è possibile comprare casa a un prezzo simbolico, empre a patto di versare un deposito cauzionale di 5 mila euro e di impegnarsi a ristrutturare la proprietà, per lavori che partono da circa 15 mila euro.

Anche in Sardegna, più precisamente a Ollolai, in provincia di Nuoro viene utilizzato lo stesso metodo per incentivare i giovani a ritornare a vivere nel paese, come a Lecce nei Marsi, una piccola cittadina abruzzese in provincia di L’Aquila, dove però ci sono stati dei problemi con l’Agenzia delle Entrate e i relativi al valore catastale degli immobili per le imposte, che farebbero aumentare i costi. Le richieste sono ferme in attesa di una soluzione, ma ci sono state parecchie offerte per queste case al momento bloccate.

Il problema dell’abbandono di alcune aree non è solamente italiano ma anche di altri stati europei, in particolare in Spagna dove ci sono sempre più borghi fantasma, in particolare tra le regioni dell’Aragona, in Galizia, Castilla y León e nelle Asturie. Per risolvere questo problema i cittadini si sono uniti e hanno messo in vendita interi borghi, come quello di Acorrada in Galizia. Lo spopolamento in Spagna è un problema molto sentito e ha portato anche a diverse proteste nel paese, culminate con le manifestazioni di fine marzo a Madrid. La tematica è stata centrale e hanno sicuramente pesato nelle scorse elezioni, ma sta diventando un problema non indifferente anche nel nostro paese.

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