Come affittare un immobile ad uso turistico

Vediamo cosa deve fare il proprietario di un immobile ad uso abitativo per locarlo ad uso turistico

a cura di 
Fisco 7

Siamo ormai nel pieno dell’estate e nelle località turistiche molti immobili vengono locati ai turisti per brevi soggiorni. Vediamo cosa deve fare il proprietario di un immobile ad uso abitativo per locarlo ad uso turistico.
Innanzitutto è bene precisare l’obbligo di registrazione del contratto di locazione ad uso turistico scatta solo nel caso in cui venga stipulato per un periodo superiore a 30 giorni nell’anno solare.

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In quest’ultimo caso, entro 30 giorni dalla stipula, il contratto deve essere registrato, telematicamente oppure presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito modello RLI. Anche se non c’è un vero e proprio obbligo di redigere il contratto in forma scritta, quest’ultima forma è  comunque consigliabile.

Le parti possono determinare liberamente il canone di locazione secondo i criteri suggeriti dal mercato locale e, se il canone di locazione supera i  1.000 euro, il versamento deve avvenire a mezzo di assegni o bonifici, oppure tramite carte di credito, così come stabilito dalle regole in tema di tracciabilità dei movimenti in denaro contante. (Continua sotto)

Il proprietario dell’immobile è obbligato a comunicare alla Questura i dati anagrafici delle persone che soggiorneranno durante l’intero periodo nell’immobile oggetto della locazione e il periodo del soggiorno stesso. La comunicazione deve essere fatta entro 24 ore dall’arrivo degli ospiti; per permanenze con durata inferiore alle 24 ore la comunicazione va fatta all’arrivo stesso.

Ma come viene disciplinato il versamento delle imposte? Il MEF ha confermato la possibilità di optare per la cedolare secca anche nel caso di locazione di immobili ad uso turistico.

La cedolare secca è un’imposta che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sui redditi fondiari degli immobili locati, nonché l’imposta di registro e l’imposta di bollo sui contratti di locazione ad uso abitativo. L’aliquota della cedolare, per le locazioni brevi ad uso turistico, è pari al 21%. È bene precisare che, trattandosi di affitto di breve durata, non vi è diritto agli aggiornamenti del canone e, dunque, l’opzione per la cedolare non deve essere comunicata all’inquilino.

Per determinare l’imposta da pagare è sufficiente che il locatore indichi, in sede di dichiarazione dei redditi, l’importo totale dei canoni di locazione soggetti a cedolare secca.

Lavinia Linguanti – Centro Studi CGN

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