Casa, arriva la liberalizzazione delle ristrutturazioni

L’obbligo della Dia resta solo per gli interventi che aumentano il valore catastale dell’immobile

Sono in vigore dal 26 maggio le norme che liberalizzano la maggior parte dei lavori in casa. Anche se per alcuni interventi è previsto comunque l’obbligo di inviare ai Comuni una relazione tecnica sulla tipologia di lavori che si intende effettuare. Il tecnico dovrà attestare che saranno realizzati a norma di legge.

Nessun obbligo di denuncia per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che non interessano parti strutturali. Liberalizzati pure i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche interne alla casa o al palazzo. Dunque si potranno sostituire gli impianti e/o i servizi sanitari, rifare i pavimenti, aggiungere impianti di allarme e inferriate senza alcuna comunicazione. Possibile anche predisporre scivoli e monta scale o installare nuovi ascensori purché all’interno del palazzo.

Per le opere di ristrutturazione di maggiore importanza e per quelle che riguardano l’esterno del palazzo, è invece obbligatorio inviare una nota informativa al Comune con la quale, però, non si richiedono autorizzazioni: si tratta, infatti, di un avviso di inizio lavori. La nota deve essere anche accompagnata dal progetto e da una relazione con la quale il tecnico abilitato attesti, sotto la sua responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti. Rientrano nella categoria con obbligo di progetto e relazione l’apertura di porte e lo spostamento di pareti interne, sempre che non si tocchino i muri maestri e non si aumenti il numero delle stanze.

Resto l’obbligo della Dia per gli interventi che aumentano il valore catastale dell’immobile. Scompare, invece, la Dia, sostituita da semplice comunicazione per i pannelli fotovoltaici e per i pannelli solari termici, purché, però, non ci sia il serbatoio esterno a vista.

Casa, arriva la liberalizzazione delle ristrutturazioni