Casa, un costo sempre più pesante. In 10 anni l’affitto è cresciuto il triplo dell’inflazione

Rispetto al 2010 sono aumentati di più i costi per i proprietari che per gli inquilini. Ma in un decennio l'affitto è cresciuto dell'84%

Casa, cara casa. Il peso dell’abitare sta diventando sempre più insostenibile. Mentre il costo della vita medio è cresciuto di circa il 25% rispetto a dieci anni fa, la spesa per una casa in affitto è aumentata, nello stesso arco di tempo, dell’84%, più del triplo. Va meglio a chi la casa ce l’ha di proprietà: in questo caso l’aumento delle spese è solo del 35%. In ogni caso superiore all’inflazione.

Sono i dati che arrivano, come ogni anno, dall’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori, che ha aggiornato le previsioni sulle variazioni dei costi per l’affitto e per il mantenimento della casa di proprietà dal 2001 ad oggi. La voce di spesa principale per le famiglie italiane si è gonfiata anche a causa dei continui aumenti dei servizi (luce, gas, riscaldamento, rifiuti ecc.) e della manutenzione, su cui pesa – ultimo in ordine di tempo – anche l’aumento dell’Iva. Un altro fattore è la contrazione della liquidità dovuta alla crisi economica che ha generato un aumento dei costi del mutuo.

L’irresistibile ascesa del trilocale

L’indagine è stata svolta prendendo in considerazione un appartamento di 90 mq in zona semicentrale di una grande area metropolitana.
 
In media, rispetto a 1 anno fa gli aumenti penalizzano più i proprietari che gli affittuari:

  +4%, cioè 61,60 euro in più al mese, per chi ha un appartamento in affitto;
  +9%, cioè 81,10 euro in più al mese, per chi ha un appartamento di proprietà.
 
La situazione si inverte sul lungo periodo. Rispetto a 10 anni fa (2001) le variazioni di spesa sono pesanti:

  +84%, cioè 710,95 euro in più al mese, per una casa in affitto;
  +35%, cioè 257,55 euro in più al mese, per la casa di proprietà.
 
Altro dato interessante è l’incidenza del costo di acquisto della casa sul reddito. Sempre con riferimento all’appartamento-tipo di 90 mq, nel 2001 erano necessari 15 anni di stipendio, oggi ne servono 18, tre in più.

A registrare i maggiori disagi – sosteiene l’associazione dei consumatori – sono soprattutto le giovani coppie che vogliono che vogliono mettere su famiglia. Un problema che appare ancor più evidente alla luce dell’impressionante livello raggiunto dalla disoccupazione giovanile nel nostro paese (che ha superato il 29%).

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