Brunetta: “Altro che abolizione Imu, su casa salasso da 50 miliardi”

Stando ai calcoli della Cgia, il carico fiscale complessivo sul patrimonio immobiliare degli italiani ha superato i 50 miliardi di euro

Il 16 giugno prossimo oltre 25 milioni di proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale, di cui il 76% lavoratori dipendenti e pensionati, dovranno pagare l’acconto dell’Imu/Tasi. Dopo l’abolizione della Tasi sull’abitazione principale, quest’anno l’acconto sarà di 10,1 miliardi di euro (20,2 miliardi di euro in totale). Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto pubblicato dalla Uil in vista della imminente scadenza.

“Anche se sull’abitazione principale non si pagano più le imposte – spiega il segretario confederale Guglielmo Loy – per 3,5 milioni di proprietari non è proprio così. Si tratta di coloro che possiedono una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) per la quale l’Imu/Tasi va versata con l’aliquota che spesso è quella delle seconde case, con costi medi di 55 euro, con punte di 110 euro”.

“Nel 2013, con l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa il gettito – ha affermato Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, in un editoriale pubblicato da Il Giornale – avrebbe dovuto attestarsi intorno a 20 miliardi. Tuttavia i Comuni hanno esercitato al massimo la propria autonomia impositiva sulle seconde case, per cui il gettito complessivo dell’Imu nel 2013 è stato intorno a 24 miliardi. L’anno dopo, con l’introduzione di Tasi (tassa sui servizi indivisibili) e Tari (tassa sui rifiuti), i margini dei Comuni sono stati ulteriormente ampliati, e nel 2014 il gettito ha superato i 30 miliardi di euro, livello a cui si è attestato anche nel 2015. Un aumento, rispetto al governo Berlusconi, di 20 miliardi, tutti gravanti sulle tasche degli italiani”.

“Stando ai calcoli della Cgia, il carico fiscale complessivo sul patrimonio immobiliare degli italiani (possesso + trasferimenti + redditività) ha superato i 50 miliardi di euro. Sulla Tasi, la performance ‘migliore’ l’ha fatta proprio Renzi, che vuole farci credere che con questa tassa non ha nulla a che fare, appena insediatosi a palazzo Chigi a febbraio 2014, attribuendo al precedente governo Letta l’aumento dello 0,8 per mille del tetto massimo. Aumento immaginato con il vincolo per i Comuni di utilizzare le risorse derivanti da tale aggravio fiscale per riconoscere detrazioni, sempre sulla Tasi, alle famiglie con figli. Così non è stato”.

Leggi anche:
Chi paga l’Imu quest’anno?
Sconto IMU-Tasi col comodato d’uso: istruzioni e chiarimenti
Comodato d’uso gratuito a genitori o figli: come funziona l’asso ‘prima casa’
Fisco, cambia tutto: stop controlli su piccoli importi
Bonus fiscali: 10 detrazioni possibili che pochi conoscono
Donazione di denaro tra parenti e riflessi sul redditometro
Modello 730/2016: tutte le principali novità punto per punto

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Brunetta: “Altro che abolizione Imu, su casa salasso da 50 ...