Cancellare i voli è un business che vale 3 miliardi di euro

Ritardi, scioperi, cancellazioni, non sempre i passeggeri conoscono i loro diritti

L’odissea vissuta questa estate dai passeggeri dello scalo romano di Fiumicino è ancora viva nella memoria. Ritardi e cancellazioni dei voli sono in grado di rovinare vacanze e appuntamenti di lavoro a milioni di persone. Si stima infatti che vittima di cancellazioni last minute siano state nel 2014 oltre 8 milioni di passeggeri, per un volume stimato di potenziali rimborsi di oltre 3 miliardi di euro.

Potenziali rimborsi è la frase chiave perché solo il 2% dei passeggeri ha ricevuto il giusto risarcimento, lasciando il grosso del bottino nelle mani delle compagnie aeree. In pochi sanno che per le cancellazioni dei voli i passeggeri possono ricevere dai 250 ai 600 euro in base alla tratta e che la compagnia aerea è tenuta ad assicurare l’assistenza in aeroporto, somministrando pasti e bevande a seconda della durata dell’attesa e provvedendo alla sistemazione in albergo nel caso si rendano necessari uno o più pernottamenti.

I tre miliardi di mancati rimborsi rappresentano un tesoretto che ha finito per attirare le attenzioni di associazioni,  startup e studi di consulenza legale. L’app AirHelp, disponibile anche per l’Italia, promette rimborsi fino a 600 euro in soli 3 minuti per ritardi, cancellazioni o  imbarchi negati: soddisfatti o rimborsati, si paga una commissione del 25% sul rimborso solo in caso di esito positivo.

Il sito Tutela dl Viaggiatore offre consulenza legale a 360 gradi. I viaggiatori possono rivolgersi ai consulenti per problemi di ritardi, cancellazione, overbooking,  smarrimento bagaglio e per tutti i casi vacanze rovinate in cui il cliente ha ricevuto servizi inferiori a quanto riportato dagli opuscoli del tour operator.

Cancellare i voli è un business che vale 3 miliardi di euro
Cancellare i voli è un business che vale 3 miliardi di euro