#torneremoavolare: Enav dona 300mila euro per aiutare nella lotta contro il Coronavirus

Nonostante la pesante crisi del settore del trasporto aereo, Enav guarda avanti con ottimismo e interviene con un contributo diretto

Torneremo a volare, ma non subito. Gli aerei a terra sono lo specchio di una crisi epocale, che potrebbe sfociare in depressione globale, dicono le previsioni, se non si riuscirà a rallentare la diffusione del Covid-19.

La crisi del settore del trasporto aereo

Quasi tre aerei su quattro non decollano, gli equipaggi sono fermi, i passeggeri non parliamone. La pandemia ha portato al crollo del settore del trasporto aereo, con una contrazione delle attività delle compagnie aeree di ben il 75,9% solo in Europa. In queste settimane sta mediamente volando un quarto appena di aerei rispetto allo scorso anno.

Sono i dati comunicati su Twitter da Eamonn Brennan, direttore generale di Eurocontrol, l’organizzazione intergovernativa che coordina il controllo del traffico aereo a livello europeo. Fino al 14 marzo la diminuzione era stata del 20%, ma il dato ha continuato a peggiorare negli ultimi giorni.

Discorso diverso per i cargo, il cui traffico è praticamente invariato rispetto allo scorso anno, “ma questo dato non tiene conto della perdita di spazio per il trasporto merci nelle stive dei velivoli passeggeri”, puntualizza il direttore di Eurocontrol.

Il problema di dove parcheggiare gli aerei

Una paralisi senza precedenti che costringe le compagnie aeree, già sprofondate in una perdita quantificabile in oltre 130 miliardi di dollari (118 milioni di euro circa), a dover persino gestire un altro problema, mai affrontato prima: trovare un posto a terra per tutti gli aerei.

Il costo medio in un aeroporto europeo per tenere un aereo parcheggiato è di 285 dollari l’ora (259 euro circa). Prima del Coronavirus, in ogni istante volavano in contemporanea qualcosa come 20mila velivoli. Ora, come ovvio, non può essere rispettata la regola di effettuare almeno l’80% dei voli per mantenere negli aeroporti le fasce di orario per l’anno successivo.

Enav guarda al futuro con ottimismo

“L’epidemia è un evento inatteso e straordinario da fronteggiare con equilibrio, ma su di noi impatta meno che sulle compagnie aeree” ha spiegato l’ad di Enav Roberta Neri. Enav è la società quotata in Borsa, a controllo pubblico, che gestisce il traffico aereo civile in Italia, garantendo circa 2 milioni di voli l’anno dalle Torri di controllo di 45 aeroporti e dai 4 Centri di Controllo d’Area. #torneremoavolare è anche l’hashtag che li accompagna in questa fase, in cui serve guardare oltre, e avere fiducia.

Il 2019 è stato un anno molto positivo per Enav. Una forte crescita del traffico di rotta (+6,5% nel 2019, che segue all’aumento del 9,3% già registrato nel 2018) che, secondo le previsioni, nonostante l’emergenza Coronavirus, dovrebbe essere confermato nel lungo periodo. Addirittura ci si immagina un raddoppio del traffico aereo nell’arco dei prossimi 15 anni.

Enav dona 300mila euro contro il Coronavirus

La crisi del settore c’è, ed è palpabilissima, ma Enav guarda avanti con ottimismo: l’ad Neri spiega come l’effetto sarà presumibilmente transitorio, e poi assisteremo anche a una certa capacità di rimbalzo, una volta superata l’emergenza. “Il turismo, i viaggi, la propensione a muoversi riprenderanno se si allenta la tensione”.

Enav ha voluto in questi giorni far sentire la sua voce, compiendo anche un gesto di grande solidarietà. Ha deciso di donare complessivamente 300mila euro all’ospedale Spallanzani di Roma e alla Protezione civile per aiutarli nel loro preziosissimo lavoro per fermare l’emorragia del sistema sanitario e assistere i contagiati da Covid-19. Un segno di speranza, in attesa di spiccare di nuovo il volo. E tornare a viaggiare.

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