I dischi in vinile sono tornati: quali brand ne beneficiano

Nell'era dello streaming, i dischi in vinile sono tornati. Sembra un paradosso ma, di recente, il supporto analogico ha ripreso quota. Ecco i brand che ci guadagnano

Quarant’anni fa i dischi in vinile furono soppiantati dai compact disc e dichiarati morti. Tuttavia, negli ultimi anni, il vinile è tornato di moda. Secondo i dati raccolti da Nielsen, società che studia le abitudini dei consumatori, le vendite degli LP sono infatti in costante crescita. Nel 2015 sono stati venduti 12 milioni di dischi in vinile e le vendite sono cresciute ancora nelle prime sei settimane del 2016, con un incremento del 17% rispetto all’anno scorso. Come si spiega la resurrezione del supporto analogico per eccellenza, nell’era dello streaming e della digitalizzazione?

Secondo Matt Fiedler, CEO di ”Vinyl me, please” (servizio in abbonamento per vinili), questo ritorno dell’analogico è l’espressione di un bisogno della generazione degli anni 2000. In un’epoca di estrema digitalizzazione, quello che manca è l’esperienza fisica, il contatto tattile con gli oggetti. Non sono quindi i più anziani, i nostalgici dei dischi in vinile e del giradischi, i principali acquirenti. La qualità audio c’entra fino a un certo punto: si paga anche per poter toccare il disco e ammirarne la copertina. Come qualsiasi collezione, è un modo per esprimere il proprio stile di vita e la propria individualità, sostiene Carrie Colliton, co-fondatore del Record Store Day.

Il ritorno all’analogico ha un impatto altissimo sul mercato della musica. Secondo l’etichetta discografica Interscope Records, la vendita del disco in vinile è diventata una parte fondamentale del business, con una percentuale di guadagni sul singolo album che può arrivare al 10-15%. Non sono soltanto le etichette a cavalcare questa tendenza. Sono in tanti infatti a beneficiare del ritorno dei dischi in vinile: i produttori, i negozi di dischi, i marchi di elettronica, i grandi retailer come Barnes & Noble, Amazon e Urban Outfitters e, naturalmente, chi si occupa di marketing.

I risultati sono anche migliori se i diversi brand lavorano insieme, come dimostra la partnership tra l’azienda di elettronica Crosley e il retailer Urban Outfitters. Nel 2015 le vendite dei giradischi a marca Crosley sono raddoppiate rispetto al 2008, raggiungendo 1 milione di articoli venduti. Secondo il direttore marketing dell’azienda di elettronica, parte del merito va alla sinergia con la celebre catena di tendenza Urban Outfitters, che ha trasformato il marchio Crosley in un brand che incarna uno stile di vita.

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