Gaffes e machismo: il fenomeno Trump, l’uomo che potrebbe guidare l’America e il mondo

Il candidato repubblicano non ne fa una giusta. Eppure i media ne sono ossessionati

“Se Hillary Clinton non è in grado di soddisfare il marito, come si può pensare che possa soddisfare gli Stati uniti d’America?”. Oppure, riferendosi alla giornalista del canale Fox che gli aveva posto domande pungenti: “Si vedeva che aveva il sangue agli occhi, le usciva il sangue dal… da tutte le parti”. Pensieri e parole di Donald Trump, miliardario candidato alle primarie del Partito Repubblicano in vista delle prossime presidenziali americane. E se c’è chi dice che sia talmente impresentabile da non avere reali speranze di essere eletto, i sondaggi lo danno in costante ascesa ed i media continuano ad essere ossessionati dalla sua figura e dal suo maldestro modo di porsi. Il tempo dirà se è un fenomeno di costume destinato a sgonfiarsi o se effettivamente, nella politica americana e non solo, è cambiato il paradigma del ‘politically correct’. Intanto, vale la pena approfondire il personaggio attaverso le uscite più bizzarre di Mr. Trump, in grado di unire maschilismo ostentato, razzismo dozzinale e palese impreparazione praticamente in ogni apparizione pubblica.

LE DONNE – Sistemate la Clinton e la giornalista Fox Megyn Kelly, Trump non ha risparmiato Carly Fiorina, l’ex ad di Hewlett-Packard, in corsa anche lei per le presidenziali tra le file del GOP. “Guarda che faccia, qualcuno potrebbe votare per lei? Potete immaginare questo volto come quello del nostro prossimo presidente?”, ha detto in un’intervista a Rolling Stone. “Voglio dire, è una donna, e non dovrei dire cose cattive. Ma andiamo, facciamo sul serio?”, ha aggiunto. Trump ha poi precisato che la frase non era rivolta all’aspetto di Fiorina, ma a lei come persona, e comunque ha precisato che stava parlando “in maniera scherzosa”. Il campionario è comunque vasto: si passa da “Concedere a vostra moglie beni materiali e eccessiva sicurezza economica è un terribile errore” (intervista a Vanity Fair , nel 1990), a “Le donne sono oggetti esteticamente belli” (dal libro ‘Trump 101, la strada del successo’). Poi, naturalmente, non mancano accenni a come fare carriera (sicura): “Le giornaliste devono essere sexy per fare carriera”; “Le donne a ‘The Apprentice’ ( il programma di Trump, ndr ) consciamente o inconsciamente si sono innamorate di me”.
Curiosamente, a fronte di cotanta gentilezza, sembra che a premiare Trump nei sondaggi siano, in primo luogo, proprio le donne. Misteri d’America.

POLITICALLY INCORRECT – Incalzato sulle sortite sulle donne, alle quali Trump ha nel tempo riservato epiteti come “scrofe grasse” e “cagne”, il tycoon era sbottato: “Ho detto quello che ho detto. L’America è fissata col politicamente corretto, ma io non ho tempo per queste cose: ci sono cose più importanti da fare”.

POLITICA ESTERA DA BRIVIDI – Se le prese di posizione su donne e politically correct – al di là del merito – possono essere considerate legate all’indole personale, più difficile appare tollerare l’impreparazione, soprattutto in politica estera, del famoso candidato. Nei vari dibattiti è stato questo il vero tallone d’Achille di Trump: confessa di non avere idea di chi siano i terroristi leader di quattro organizzazioni jihadiste (Stato Islamico, Al Qaeda, al-Nusra ed Hezbollah) elencati da Hugh Hewitt, un docente universitario che conduce dibattiti radiofonici nei quali mette alla prova la competenza degli ospiti politici. Poi, ha detto anche che non gli interessa nemmeno sapere chi sono il feroce sceicco al Baghdadi o Zawahiri, il successore di Osama bin Laden: “Tanto da qui a quando verrò eletto saranno tutti cambiati”. Fonte di polemiche anche la sua prima dichiarazione dopo la strage di Parigi del 13 novembre, che è suonata più che altro come acqua al suo mulino di sostenitore delle armi libere: “Non è curioso che la strage sia accaduta in uno dei Paesi col maggior controllo sulle armi?”

USA E ISLAM – “Se non verrà realizzata l’idea di un temporaneo divieto di entrata negli Usa per i musulmani, ci saranno altri attacchi contro l’America. Vedrete molti, molti altri World Trade Center e probabilmente anche di più”, ha spiegato in una intervista alla Cnn, riferendosi agli attentati dell’11 settembre 2001. “Vogliono abbattere i nostri edifici e schiacciare le nostre città – aveva aggiunto Trump – vivono all’interno del nostro Paese”. Al di là delle reazioni politiche, impegnate a stigmatizzare un comportamento che neutralizza il paziente lavoro di relazioni con paesi musulmani non interessati dal terrorismo, la questione che nessuno ha posto è: come si impedisce – senza contare il fatto che la proposta sia palesemente incostituzionale – l’ingresso ai musulmani? Si chiede la confessione religiosa? O ci si fida del vestiario? E se qualcuno mentisse? in ogni caso, in Gran Bretagna è già partita una petizione per bandire Trump dal Paese, a mo’ di pan per focaccia.
Peraltro nemmeno il presidente in carica Barack Obama è rimasto immune da accuse di “islamismo”: tra le “fissazioni” di Trump, c’è infatti quella che Obama non sia nato in America e sia, segretamente, musulmano. “La più grande truffa di sempre”, l’ha definita Trump riferendosi alla storia personale del presidente Usa.

RISCALDAMENTO GLOBALE – Due frasi, peraltro in contraddizione fra loro, su tutte: “A New York si gela, ben venga il riscaldamento globale, ne abbiamo bisogno!” – “Il riscaldamento globale? Una balla inventata dai cinesi”.

CHIUDERE INTERNET – Secondo Trump, gli Usa dovrebbero considerare l’idea di “chiudere” internet e i social media, per arginare la diffusione degli estremisti online. La proposta è arrivata nel corso di un comizio in South Carolina in cui il magnate ha detto di voler incontrare Bill Gates per discutere la sua idea.

Leggi anche:
La petizione per bandire Donald Trump ha già raccolto 130mila firme
TTIP: così il trattato Europa-Usa può cambiare le nostre vite

 

Gaffes e machismo: il fenomeno Trump, l’uomo che potrebbe guidar...