Anche i grandi sbagliano: i peggiori fallimenti dei ricchi e famosi

I fallimenti di famosi e ricchi personaggi della nostra epoca sono tantissimi. Ecco alcuni dei più clamorosi flop affaristici, dimostrazione del fatto che anche i grandi sbagliano

I fallimenti dei famosi business tycoons sono tanti, causati principalmente da scelte sbagliate negli affari. Vediamo quali sono gli insuccessi più clamorosi dell’epoca moderna. Il magnate australiano Rupert Murdoch, leader assoluto nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, è forse colui che ha subito più perdite economiche tra tutti i fallimenti famosi. Nel 2005 acquistò MySpace, la famosa comunity online, per la mostruosa cifra di 580 milioni di dollari per poi rivenderla nel 2011 a soli 38 milioni.

Recordman di insuccessi è l’ex amministratore delegato di Microsoft Steve Ballmer, responsabile del flop Windows Vista, di aver speso 500 milioni di dollari per una fallimentare startup e di aver letteralmente bruciato miliardi di dollari per imitare, senza successo, Google. In questo elenco non poteva mancare Mark Zuckerberg, fondatore del social network più famoso del mondo Facebook. Dalla sua mente nacque l’idea per un servizio P2P incentrato sul file sharing, ovvero la condivisione di file musicali, video e documenti. Il problema era che il suo uso fosse totalmente illegale, per cui il progetto venne interrotto sul nascere.

Tra i fallimenti più famosi troviamo anche il nome del papà di Oracle Corporation, Larry Ellison. Per salvare più volte la sua azienda informatica dal baratro dovette, nel 1980, ipotecare la casa e, nel ’90, licenziare quasi tutti i suoi dipendenti. Anche Amazon, una delle più grandi aziende di commercio elettronico statunitense, rientra in questa particolare classifica. Il suo fondatore e attuale CEO, Jeff Bezos, investì 170 milioni di dollari nel primo smartphone a marchio Amazon. Risultato? Un autentico flop.

Per ultimi abbiamo due dei più importanti e ricchi personaggi americani: Bill Gates e Warren Buffett. Il primo, insieme al socio di sempre Paul Allen, fondarono nel 1972 la loro prima società, la Traf-O-Data, nata per commercializzare un dispositivo capace di leggere ed elaborare i dati degli apparecchi di rilevamento del traffico. L’invenzione però non ebbe un grande successo e da lì a poco la società si sciolse. Warren Buffett invece, acquistò nel 1962 azioni di un’industria tessile che poi entrò in crisi economica. Considerato il più grande value investor di sempre, anni dopo amise di aver commesso un errore da 200 miliardi di dollari.

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