Salvini, la (tardiva) conversione su Putin: “Ho cambiato idea su di lui”

In una intervista agli americani di Bloombeeg il leader leghista prova a smarcarsi da Putin, ma resta sul tavolo l'accordo fra il suo partito e 'Russia Unita'.

A pochi giorni dal traguardo del voto politico è arrivata la conversione di Matteo Salvini su Vladimir Putin. Che ha scelto proprio un’intervista in America, dove c’è maggior preoccupazione per il prossimo governo italiano e in particolare per la presenza dello stesso Salvini, considerato uomo di Putin, per provare a smarcarsu dal peso dei rapporti coltivati con Mosca.

“Ho cambiato opinione su Putin”

La mia opinione su Putin è davvero cambiata durante la guerra, perché quando qualcuno inizia a invadere, bombardare, inviare carri armati in un altro Paese, beh, tutto cambia”. Così il segretario della Lega in una intervista a Bloomberg. Per il prossimo futuro la Cina è il nostro principale competitor – evidenzia Salvini – dobbiamo temerla perché non è una democrazia ed è pronta a invadere il mercato europeo con i propri prodotti e merci, a cominciare dall’industria automobilistica con il nuovo trend dell’elettrificazione”.

Salvini ha anche sostenuto l’impegno dell’Italia nell’alleanza militare della Nato, affermando che le relazioni internazionali “non cambiano per noi”. Il leader della Lega ricorda che “tutti, e dico tutti, in passato hanno collaborato con Putin e con la Russia.

Governo

Se andrà al governo, sulle sanzioni “continueremo a fare ciò che abbiamo già fatto ma proteggeremo i lavoratori italiani. Come durante il Covid. E’ un secondo Covid, non in ospedale ma in fabbrica e bisogna proteggere gli italiani”. “Se venissi eletto – ha aggiunto -, il primo intervento da fare è quello sulle pensioni, altrimenti il primo gennaio torna in vigore la legge Fornero, e la riforma sul lavoro. Questo riguarda milioni di italiani”, quindi “opportunità di scegliere la meritata pensione per chi lavora da una vita e opportunità di cominciare a lavorare per un esercito di giovani che altrimenti campano di precarietà”.

L’ombra lunga dell’accordo con Russia Unita

Ma la tardiva intervista non sgombra il campo dall’idea di vassallaggio che in Usa hanno della lega salviniana rispetto a Mosca. Per le celebri t-shirt con l’effige di Putin spesso esibite dal leader leghista, che ebbe anche a dire che avrebbe scambiato “due Mattarella per mezzo Putin”, ma soprattutto per l’accordo, mai smentito e teoricamente ancora in vigore, fra la Lega e il partito di Putin ‘Russia Unita‘.

Un’intesa di validità quinquennale su uno scambio di informazioni su temi di attualità della situazione nella Federazione Russa e nella Repubblica Italiana, sulle relazioni bilaterali e internazionali, sullo scambio di esperienze nella sfera della struttura del partito, del lavoro organizzato, delle politiche per i giovani, dello sviluppo economico, così come in altri campi di interesse reciproco. Sarebbe scaduto lo scorso marzo, ma si rinnova tacitamente, è scritto nel testo. A meno che una delle due parti “non notifichi all’altra entro e non oltre sei mesi prima della scadenza dell’accordo la sua intenzione alla cessazione dello stesso”.