Guerra: Kiev e Odessa al buio. Paura per la scelta del Pentagono

L'attacco missilistico di Mosca sulle città ucraine rischia di lasciarle al buio per mesi. Ora la strategia usa potrebbe cambiare, i pericoli si moltiplicano.

Tutti gli impianti termoelettrici e idroelettrici dell’Ucraina sono stati danneggiati dai missili lanciati dalla Russia e il 40 % della rete ad alto voltaggio ha sostenuto vari tipi di danni. Lo ha detto il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, sottolineando che verranno fissati criteri di priorità per la fornitura dell’energia elettrica, privilegiando ospedali e infrastrutture critiche. “Ognuno di noi – ha detto – deve capire che attraverseremo questo inverno con significative restrizioni del consumo di elettricità”.

Inverno senza elettricità

Il governo ha dato istruzioni al ministero dell’Energia di stabilire le priorità per la fornitura elettrica. La prima priorità sono le infrastrutture critiche e gli ospedali, la seconda sono le imprese del complesso militare e industriale, la terza le fabbriche che producono beni di importanza critica, la quarta sono le abitazioni.

Con l’inverno alle porte e oltre un milione e mezzo di persone senza elettricità, l’amministrazione di Odessa in particolare ha invitato gli abitanti che facevano affidamento solo sull’elettricità per riscaldare e alimentare le proprie case a valutare l’idea di lasciare la città. La città è rimasta senza luce dopo che la Russia ha usato droni di fabbricazione iraniana per colpire due importanti impianti energetici, e le autorità hanno spiegato che potrebbero essere necessari mesi per riparare il danno.

Il presidente Volodymyr Zelenskiy ieri aveva parlato di oltre 1,5 milioni di persone nella città portuale e nella regione circostante rimaste senza elettricità, descrivendo la situazione come molto difficile. Secondo le ricognizioni preliminari, ci vorrà molto più tempo per ripristinare le strutture energetiche nella regione di Odessa rispetto ai precedenti attacchi”, ha affermato l’amministrazione.

Cambio di paradigma Usa

Ma a preoccupare sono anche le informazioni che filtrano da Washington, che rischiano di dare il via all’escalation decisiva. Un anonimo funzionario della Difesa Usa – si legge sul Corriere della Sera – ha rivelato nei giorni scorsi al Times di Londra che il Pentagono avrebbe tolto il veto sui raid compiuti dagli ucraini contro obiettivi militari in territorio russo. La decisione sarebbe stata presa in seguito all’intensificarsi, nelle ultime settimane, dei bombardamenti sulle infrastrutture civili ucraine da parte degli uomini di Putin.

L’aspetto più importante di questa decisione sarebbe tuttavia un altro: a Washington avrebbero cambiato prospettiva perché hanno meno timore di un’escalation del conflitto. Compresa quella nucleare.