Gran Bretagna, Truss è durata meno di qualunque governo italiano. Un monito (anche) per la Meloni

L'annuncio del Primo ministro: "Data la situazione, non posso attuare il mandato per cui sono stata eletta".

Il governo di Liz Truss, succeduta a Boris Johnson nella guida Tory della Gran Bretagna, è durato 45 giorni, meno di qualunque esecutivo della tormentata storia politica italiana, governi ‘balneari’ compresi. Fatale, come noto, il piano fiscale che puntava a tagliare le tasse ai ricchi che ha innescato la reazione negativa dei mercati e il crollo della Sterlina.

Monito anche per l’Italia

Il che, in un certo senso, può e deve suonare da monito anche per il nascente governo Meloni: in un momento storico e geopolitico tanto delicato, gi eventi si accavallano e tutto può accadere nel breve volgere di poche settimane, e le spinte fiscali di parte del governo (leggi la flat tax cara alla Lega di Salvini) possono rappresentare un grosso fattore di rischio.

L’annuncio

“Io sono stata in carica in un momento di grande instabilità economica ed internazionale”, ha detto Truss nel breve discorso, cercando di difendere la sua posizione mettendo l’accento sulla congiuntura negativa. “Famiglie ed imprese erano preoccupate su come pagare le proprie bollette, la guerra illegale di Putin in Ucraina minaccia la sicurezza dell’intero continente – ha aggiunto – e il nostro Paese da troppo tempo è frenato da una crescita economica lenta”.

Truss ha cercato poi di rivendicare di avere mantenuto le promesse “sui costi energetici ed i tagli all’assistenza nazionale”. Ed ha anche cercato in un certo modo di difendere le scelte fatte con il suo ‘mini-budget’, la contestatissima manovra che ha segnato la fine del suo governo e avviato una crisi finanziaria fino a quando la stessa Truss lo tardivamente ritirato: “abbiamo delineato una visione di tasse basse, alta crescita economia che si sarebbe avvantaggiata delle libertà della Brexit”.

“Riconosco però che, data la situazione, non posso rispettare il mandato che mi è stato dato dal partito conservatore, ed ho parlato con il re per notificargli che mi dimetto da leader dei conservatori”, ha poi concluso, ribadendo che rimarrà premier fino a quando non verrà scelto, con un processo che dovrebbe essere completato la prossima settimana, il suo successore.

Effetto Brexit

Senza dimenticare che dalla Brexit in poi l’instabilità economica e politica ha preso il sopravvento nel Paese, bruciando ben quattro premier (Cameron, May, Johnson, Truss) e migliaia di posti di lavoro, mentre l’inflazione morde anche Oltremanica.

Il Labour chiede le elezioni

Il Partito Labour ed i Liberal Democratici hanno intanto chiesto elezioni immediate dopo l’annuncio delle dimissioni della premier. “Il Partito conservatore ha dimostrato di non avere più un mandato per governare. Dopo 12 anni di fallimento dei Tory, il popolo britannico merita molto di meglio di questa porta girevole del caos. Negli ultimi anni, i Tory hanno distrutto le nostre istituzioni e creato una crisi del costo della vita”, ha dichiarato il leader Labour, Keir Starmer, secondo cui “ognuna di queste crisi è avvenuta a Downing Street ma è stata pagata dai britannici”.