Nuovo Codice Fiscale per i doppi cognomi nelle unioni civili

Il codice fiscale va cambiato, se i componenti di una coppia omosessuale decidono di assumere il doppio cognome. Scopriamo cosa comporta tale operazione


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Il codice fiscale è indubbiamente lo strumento di identificazione più importante insieme al documento d’identità. Viene attribuito fin dalla nascita ed è necessario per qualsiasi operazione fiscale o amministrativa. Con le unioni civili, recentemente approvate in Italia, se un omosessuale decide di assumere anche il cognome del compagno, è costretto a fare dei cambiamenti. Si tratta di vera e propria discriminazione, considerato che lo stesso non è richiesto alle coppie eterosessuali. La moglie, infatti, può semplicemente limitarsi ad aggiungere il cognome del neo marito sul passaporto o sulla carta d’identità.

Cambiare codice fiscale, in questi casi, non è affatto semplice. Bisogna innanzitutto recarsi presso il comune a modificare i propri documenti di riconoscimento, e l’operazione non è gratuita. Successivamente, occorre recarsi all’agenzia delle entrate con carta d’identità o passaporto e richiedere un nuovo codice fiscale. Basta compilare e firmare qualche modulo, e in tre-quattro settimane si riceve il nuovo tesserino direttamente a casa. È fastidioso, ma in fin dei conti non troppo complicato: i veri problemi, purtroppo, arrivano dopo.

Cambiare codice fiscale è come cambiare la propria identità e, se si possiede un conto in banca o un qualsiasi contratto stipulato a proprio nome, la burocrazia diventa lunga e difficile. Se si ha un contratto di lavoro e si viene pagati via bonifico, possono nascere difficoltà nella ricezione dello stipendio, in quanto è necessario cambiare tutti i propri dati presso la banca. Se si possiede una casa, invece, bisogna riuscire a dimostrare di esserne il vero proprietario. Questi sono solo alcuni dei problemi che possono insorgere, ma la reazione a catena può essere ancora più lunga.

L’approvazione delle unioni civili è indubbiamente stata un grande passo per il nostro paese contro l’omofobia ma, a quanto pare, le coppie gay devono ancora lottare per la parità dei diritti. Un padre potrebbe perfino ritrovarsi con un cognome diverso da quello del figlio. In queste circostanze, gli innamorati che hanno finalmente ottenuto la possibilità di sposarsi, devono ancora fare i conti con la legge. In attesa dei decreti definitivi, dunque, si può sperare che lo stato decida di risolvere tali disguidi, in modo da rendere l’operazione semplice ed automatica.

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