Turismo, guerra aperta tra Federalberghi e AIRBNB

Il Presidente Bocca chiede registro attività e chiarezza fiscale

(Teleborsa) – “L’obiettivo non deve essere quello di introdurre nuove tasse, ma di far sì che tutti gli operatori paghino le tasse nella giusta misura e rispettino le regole poste a tutela dei consumatori, dei lavoratori, della sicurezza pubblica e del mercato”. E’ guerra aperta tra Federalberghi, attraverso le parole del suo Presidente Bernabò Bocca, e le forme di accoglienza “non imprenditoriali” che non sono tassate, dopo le notizie dei giorni scorsi di un’eventuale tassa su AIRBNB, poi smentita dallo stesso premier Matteo Renzi.
“Il dibattito che in questi giorni si sta sviluppando in merito alla cosiddetta ‘tassa AIRBNB’ rischia di distrarre l’attenzione dal bubbone che affligge il mercato turistico italiano, inquinato da centinaia di migliaia di alloggi che operano in completo spregio alla legislazione fiscale e alle altre norme che disciplinano lo svolgimento delle attività ricettive, danneggiando tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza”, ha proseguito Bocca.

“Basti considerare che, secondo le stime dell’ultimo Rapporto sul turismo, il numero effettivo delle presenze turistiche potrebbe essere di oltre un miliardo all’anno, quasi il triplo di quelle rilevate dall’Istat. Confidiamo pertanto – conclude Bocca – che faccia strada la proposta di istituire presso l’Agenzia delle Entrate un registro di coloro che svolgono attività ricettiva in forma non imprenditoriale, prevedendo che i portali debbano comunicare al fisco gli estremi di ogni transazione al fine di assicurare che anche i furbetti dell’appartamentino paghino le imposte, applicando le stesse regole previste per i contribuenti onesti che adempiono al proprio dovere quotidianamente”.

Intanto, a 42 mesi dalla scadenza, è stato firmato a Roma tra Federturismo Confindustria, Confindustria Alberghi e le organizzazioni sindacali l’accordo di rinnovo per il CCNL Industria Turistica, che riguarda oltre 200 mila addetti dell’industria turistica italiana alle dipendenze delle grandi catene alberghiere e dei tour operator. L’accordo, tenendo conto della gravissima crisi che ha attraversato il settore, non prevede alcuna una tantum, ma un adeguamento salariale di 88 euro al livello medio, di cui 6 euro come anticipo sui futuri aumenti contrattuali – in linea con l’inflazione reale registrata nel periodo 2013/2018 – da erogarsi in 3 tranche di cui l’ultima a gennaio 2018. Le parti hanno convenuto di prevedere una prima tranche da erogarsi già da novembre.

Turismo, guerra aperta tra Federalberghi e AIRBNB
Turismo, guerra aperta tra Federalberghi e AIRBNB