Tasse sui robot: una proposta di legge per tutelare il “lavoro umano”

La proposta di legge punterà ad alzare di un punto percentuale le tasse delle aziende che affidano il lavoro ai robot

Se ne discute già da molto tempo e, anche in Italia, arriva una proposta di legge più concreta: la questione è quella della tassa sui robot, un’idea già promossa da uno dei più grani imprenditori al mondo, Bill Gates. L’obiettivo è quello di aumentare le tasse sul reddito delle aziende che si affidano all’automazione, favorendo, invece, chi investe le proprie risorse per la formazione del personale.

In prima linea si propone Oreste Pastorelli del Partito Socialista Italiano, che promuove un provvedimento piuttosto specifico, volto a preservare il “lavoro umano” e, allo stesso tempo, a non portare eccessivo disagio alle aziende che hanno deciso di affidare la produzione a macchine e a robot. Ecco quanto prevede la proposta di legge: la tassa sull’automazione consisterebbe nell’aumento di un punto percentuale dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle società (Ires), mentre per le aziende che investono almeno lo 0,5% delle proprie risorse, elargendolo per la formazione del personale, non ci sarebbe alcun tipo di tassazione aggiunta.

La discussione sui robot lavoratori, come abbiamo detto, è in auge da diverso tempo e si è diffusa a partire da voci molto importanti a livello mondiale, soprattutto nel campo di tecnologia e innovazione. Stiamo parlando di Bill Gates che, con molta consapevolezza e lungimiranza, ha evidenziato una querelle molto importante nel campo dell’occupazione: “Se un lavoratore guadagna 50mila dollari viene regolarmente tassato, mentre un robot che svolge lo stesso lavoro no”, aveva affermato il fondatore di Microsoft in un’intervista. Secondo Gates, l’automazione non potrà mai andare a sostituire mestieri per cui la presenza di occhio e sensibilità umana sono necessari, ma aggiunge: “se i robot producono profitto con meno costi sul lavoro dovrebbero pagare le tasse”. Su questa linea si accoda anche Jeremy Corbyn, leader del partito laburista inglese, che sottolinea un evidente paradosso: se i lavoratori perderanno il lavoro a causa dei robot, ci saranno tante innovazioni tecnologiche che, però, non potranno essere godute globalmente. Mancanza di lavoro, disoccupazione, calo dei consumi: la logica è del tutto stringente. “Con questa proposta di legge” conclude Pastorelli “vogliamo disincentivare l’utilizzo dei robot a discapito degli essere umani e dare maggiori possibilità di crescita al personale, con nuove conoscenze e abilità”.

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