Studi di settore: notai primi, i più poveri sono i commercianti

Aumenta il reddito dichiarato. Notai primi con 244 mila euro, 22.510 per i commercianti

Sono i commercianti la categoria con il reddito medio più basso (22.510 euro) tra i soggetti sottoposti agli studi di settore, mentre i più ricchi sono i professionisti (44.310 euro). Il Dipartimento delle finanze ha diffuso i dati del 2016, relativi al periodo d’imposta 2015. Dati che confermano la consueta fotografia di un lavoro autonomo e d’impresa che frutterebbe in media redditi molto bassi.

Aumenta il reddito dichiarato – Nel 2015 il reddito totale dichiarato dai contribuenti soggetti agli studi di settore è stato pari a 107 miliardi di euro e mostra un andamento positivo rispetto al 2014 (+5,3%), stando a quanto emerge dalle statistiche e analisi diffuse dal Mef relative al periodo d’imposta 2015.
Al top per reddito i professionisti (44.310 euro, +6,5% rispetto al 2014), seguiti dai contribuenti del settore delle attività manifatturiere (37.440 euro, +15,5% sul 2014) e dal settore dei servizi (27.510 euro, +12,8%), mentre il reddito medio dichiarato più basso risulta nel commercio (22.510 euro, che comunque presenta l’aumento più evidente, pari al 18,0%).

Tintorie e discoteche povere – In fondo alla classifica troviamo i gestori di impianti sportivi (2.600 euro), i pescatori (4mila euro), le discoteche (4.600), le mercerie (7.400), le tintorie e lavanderie (9.200), i corniciai (9.600), gli istituti di bellezza (10 mila), il commercio al dettaglio di abbigliamento calzature e pelletterie (10.300), i sarti (10.800), le profumerie (11.400). In cima alla classifica, come al solito, ci sono i notai con 244mila euro e, ben staccati, i farmacisti con 116mila. Gli avvocati hanno dichiarato in media 49mila euro, i commercialisti quasi 60mila. I parrucchieri 13.100 euro; i fiorai 13.700; i fruttivendoli 15.800; i titolari di bar, gelaterie e pasticcerie 17.400; i macellai 17.600; i commercianti al dettaglio di alimentari appena 100 euro in più (17.700); i tassisti e gli ncc (noleggio con conducente) 17.900; i ristoranti 18.400; i gioiellieri 18.500; gli stabilimenti balneari 19.300; le agenzie immobiliari 22.500.

Le difficoltà dei commercianti  – L’applicazione degli studi di settore, cioè del sistema che sulla base di parametri presuntivi stima i ricavi nelle attività autonome, ha riguardato, nel 2015, 3,4 milioni di soggetti (il 64% persone fisiche, il resto società). I ricavi totali sottoposti agli studi sono risultati pari a 718 miliardi di euro. “Il reddito medio relativamente basso dichiarato dai commercianti non è una sorpresa – dice la Confesercenti —. Purtroppo, è la conferma delle forti difficoltà del settore, che dal 2011 al 2016 ha perso quasi 7 miliardi di fatturato”.

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