Spese veterinarie: come scaricarle nel 730 2017

Le spese sostenute per il veterinario e i medicinali destinati ai propri animali fruiscono della detrazione d’imposta del 19%

Per il 2017 le spese veterinarie saranno già inserite nella dichiarazione dei redditi precompilata, visto che dallo scorso 1 gennaio 2016 la platea dei soggetti che sono interessati all’obbligo di trasmissione telematica dei dati è stata estesa anche alle strutture autorizzate alla vendita al dettaglio dei medicinali veterinari, come previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

COSA FARE – In altre parole, i professionisti e le strutture abilitate sono tenuti a comunicare al STS, il Sistema tessera sanitaria, tutte le spese sostenute dai cittadini per la salute dei propri animali. Al contribuente non rimarrà dunque da fare che verificare se l’importo inserito in dichiarazione dei redditi coincida o meno con le spese effettivamente sostenute e, eventualmente, proporre modifiche e integrazioni.

NO OBBLIGO RICETTA – Per detrarre le spese veterinarie non sarà necessario l’obbligo di conservare la ricetta. In particolare, come ha chiarito la risoluzione 24/E, non è necessario conservare la prescrizione medica ai fini della detrazione, essendo sufficiente lo scontrino ‘parlante’, che certifica il tipo e la quantità di farmaci acquistati.

DETRAZIONE DEL 19% – In pratica, ricorda l’Agenzia delle Entrate in una nota, è possibile detrarre dall’Irpef il 19% delle spese veterinarie sostenute nell’anno, fino a un importo massimo di 387,34 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro. Il limite di detraibilità è unico per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

COSA NON SI PUO’ DETRARRE –La possibilità di portare in detrazione tali esborsi è però limitata alle sole spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva, mentre non sono detraibili le spese per la cura di animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole, o in relazione ad animali utilizzati per attività illecite.
Anche altre voci di spesa non possono usufruire della detrazione del 19%. In particolare, ne sono escluse le spese per mangimi speciali e per antiparassitari perché tali prodotti non sono classificati come farmaci veterinari da parte del ministero della Salute.

In collaborazione con Adnkronos

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