Spese mediche e di assistenza specifica: l’Agenzia chiarisce i dubbi

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai requisiti necessari per la deducibilità

Fisco 7Ai fini della deducibilità delle spese mediche e di assistenza specifica è necessaria la certificazione relativa al riconoscimento dello stato di portatore di handicap ai sensi della legge n. 104/1992 oppure è sufficiente la certificazione dello stato di invalidità?

Con la risoluzione n. 79/E del 23 settembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai requisiti necessari per la deducibilità delle spese mediche e di assistenza specifica relative ai casi di invalidità (articolo 10, comma 1, lettera b del T.U.I.R.), dopo aver ricevuto numerose richieste sull’argomento.

In particolare, come chiariscono le stesse istruzioni ai modelli di dichiarazione dei redditi e la guida sulle agevolazioni fiscali, ai fini della deducibilità delle spese mediche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, di cui all’articolo 10 comma 1 lettera b del T.U.I.R., sono considerati disabili, sia le persone che hanno ottenuto le attestazioni dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 104 del 1992, sia coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate per il riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, etc.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate precisa anche che la grave e permanente invalidità o menomazione, menzionata dall’articolo 10 comma 1 lettera b) non implica necessariamente la condizione di handicap grave di cui all’articolo 3, comma 3, della Legge n. 104/1992.

Pertanto, la certificazione rilasciata ai sensi della Legge 104/1992 è sufficiente ad attestare il requisito soggettivo per fruire della deduzione. Per i soggetti riconosciuti invalidi civili invece, tale soluzione non è valida.

La circolare n. 55/E del 2001 dell’Agenzia delle Entrate aveva precisato, infatti, che per il diritto alla deduzione in esame, non può ritenersi sufficiente il solo riconoscimento dell’invalidità civile, dal momento che l’accertamento dell’invalidità civile concerne la valutazione del grado di capacità lavorativa, mentre l’accertamento dell’handicap attiene allo stato di gravità delle difficoltà sociali e relazionali di una persona.

In buona sostanza, si tratta di accertamenti concettualmente distinti in quanto perseguono finalità diverse: l’accertamento dell’handicap attiene allo stato di gravità delle difficoltà sociali mentre l’accertamento dell’invalidità civile attiene alla valutazione del grado di capacità lavorativa del soggetto.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la gravità dell’invalidità, laddove non sia espressamente indicata nella certificazione, può essere senza dubbio ravvisata nelle ipotesi in cui sia attestata una invalidità totale nonché in tutte le ipotesi in cui sia attribuita l’indennità di accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento è, infatti, un beneficio riconosciuto in favore di soggetti che versano in condizioni di particolare gravità quali, ad esempio:

  • le persone riconosciute inabili totali per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessitano di un’assistenza continua;
  • gli ultra sessantacinquenni, non più valutabili sul piano dell’attività lavorativa, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell’età e che, come gli invalidi totali, abbiano necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere da soli gli atti quotidiani della vita o di deambulare in maniera autonoma.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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