Rimborso IVA sulle bollette: chi può richiederlo e come

Scopri come richiedere il rimborso IVA sulle bollette della luce e del gas evitando una doppia tassazione che molti cittadini ignari stanno continuando a pagare

Sapevate dell’esistenza del rimborso IVA sulle bollette della luce e del gas? Il caso è esploso su tutti i media dopo il ricorso fatto da un cittadino del Veneto contro la nota azienda dell’ Enel, erogatrice del servizio di energia elettrica. Al termine di un procedimento durato cinque mesi, il cittadino alla fine è riuscito ad ottenere la sua vittoria. La storica sentenza emessa dal Giudice di Pace di Venezia stabilisce difatti la presenza ingiustificata in bolletta dell’IVA sulle accise. La cosiddetta “tassa sulla tassa” è stata dichiarata illegittima dal Giudice e l’azienda Enel dovrà risarcire il cliente per aver pagato ingiustamente una somma superiore a quella dovuta.

Prima di avventurarvi in questa impresa è bene però sapere che sarà necessario assumere un avvocato e prepararsi ad una lunga battaglia, perché le cose in realtà non sono così semplici come sembrano. Tutti sanno che nelle attuali bollette è prevista la voce di spesa relativa all’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), un aggravio che paghiamo comunemente, ma che i liberi professionisti e le aziende possono anche scaricare. In realtà quell’imposta si rivela una doppia tassazione in quanto viene applicata anche sulle accise.

Il Giudice è arrivato a queste conclusioni in virtù di una precedente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (la sentenza n°3671/97), in cui era stato specificato che “salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra”. Partendo da queste riflessioni e dallo studio del caso, il Giudice di Pace ha emanato così il suo decreto ingiuntivo contro l’Enel. La nota azienda fornitrice dell’energia elettrica sarà pertanto costretta a rimborsare il cittadino della somma di 103.78 euro, aggiungendo però anche gli interessi e le spese legali. Si tratta di otto bollette relative alla fornitura di gas e di dodici bollette per la fornitura dell’elettricità. Andando ancora più a fondo della questione, bisogna precisare che l’imposta dell’IVA non può essere applicata su tutte le voci che compaiono in bolletta (quindi sull’importo totale), ma solo sui servizi di vendita e sui servizi di rete.

Questo vale per qualsiasi bolletta della luce e del gas in cui siano presenti accise o addizionali regionali (come accade per la bolletta del gas). Tuttavia la stessa Enel in una nota scritta a gennaio del 2016 aveva puntualizzato che “la fornitura di gas ed energia elettrica, operata sul territorio nazionale e nell’esercizio dell’attività d’impresa, è soggetta ad IVA, da applicarsi all’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti dal cliente al venditore. Anche l’applicazione dell’IVA, ed il relativo pagamento, sono a carico del venditore della commodity che ha poi il diritto di richiederne il pagamento ai propri clienti”. Questo significa che esiste una normativa comunitaria a livello europeo a cui i fornitori di gas e luce fanno riferimento per poter imporre l’IVA anche sulle accise presenti in bolletta.

Ciò lascerebbe intendere che sia previsto a monte di dover pagare l’Imposta sul valore Aggiunto anche sulle eventuali accise. Ad oggi l’Enel non ha mosso comunque ricorso, ritenendo che le accise siano stabilite in realtà dalle stessi leggi dello Stato Italiano, per cui la sentenza è passata in giudicato. Tuttavia chi fosse intenzionato ad effettuare un ricorso potrebbe scegliere due diverse strade: la prima, che è anche la più dura e battagliera, sarebbe quella di presentare personalmente richiesta di rimborso IVA sulle bollette, chiamando direttamente in causa l’azienda di energia elettrica o di erogazione del gas. Sul web esistono dei moduli pre-compilati oppure potete prepararli insieme al vostro legale di fiducia.

In alternativa sul noto sito di petizioni online Change.org si può partecipare alla class action portata avanti da molti cittadini italiani. È difatti in atto una raccolta di firme su internet finalizzata all’abolizione di questa “tassa sulla tassa”. Bisogna comunque attendere che venga raggiunta la quota di almeno 150mila nominativi e solo in seguito si potrà procedere. Ad oggi siamo intorno alle 116mila firme. Federconsumatori, d’altrocanto, si è già attivata da tempo e stando ai suoi calcoli, se tutti i cittadini richiedessero un rimborso IVA sulle bollette, si troverebbero a pagare in media tra i 50 e i 75 euro in meno all’anno per un consumo pari a circa 1.400 metri cubi di gas.

La situazione adesso è molto delicata, perché nell’eventualità che ogni cliente fosse intenzionato a muovere ricorso contro l’Enel (parliamo di 21 milioni di utenze domestiche), c’è il rischio che si crei un buco nelle tasche dello Stato italiano pari alla cifra di 2 miliardi di euro. Difatti questa sentenza rappresenta un importante precedente e potrebbe estendersi non solo alle bollette dell’energia elettrica e del gas, ma anche alle accise che già paghiamo sui carburanti. Si creerebbe una situazione nuova e potenzialmente pericolosa per il Fisco italiano, costretto a sborsare miliardi ai cittadini del nostro Paese.

Tuttavia non è detto che il ricorso vada a buon fine e non è da trascurare il lungo lasso di tempo e le spese che questi ricorsi comportano. Si tratta comunque di cifre modiche rispetto all’entità del procedimento che si dovrà affrontare. La storica sentenza contro l’Enel va ad accodarsi a quella emanata nel 2012 contro l’IVA addebitata ingiustamente sulla Tassa dei rifiuti, la Tari, una battaglia vinta ancora una volta dagli stessi consumatori. Adesso non resta che attendere e valutare quale sarà la prossima mossa. Una cosa è certa: tutte le più grandi associazioni in difesa dei consumatori sono intenzionate a procedere per far valere i loro diritti contro i più grandi colossi fornitori di energia elettrica e gas.

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