Pensione di reversibilità: guida a requisiti e importi

Ecco come viene suddiviso l'assegno di reversibilità in presenza di più superstiti

La pensione di reversibilità viene corrisposta ai parenti superstiti in misura percentuale, in base all’assegno mensile comprensivo dell’eventuale integrazione al minimo. Viene calcolata sull’importo della pensione liquidata al deceduto. La pensione viene riconosciuta ai familiari più stretti del defunto, ovvero coniuge e figli, e  in subordine a genitori, fratelli e sorelle. In base alla posizione del defunto al momento del decesso, è possibile stabilire il tipo di prestazione spettante ai superstiti. Vediamo di seguito a chi spetta e in che misura.

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TIPOLOGIE – Intanto occorre stabilire che esistono quattro tipi di pensione di reversibilità:
– Se il deceduto era pensionato, ai superstiti spetta la classica reversibilità. Quale che fosse il trattamento pensionistico di cui era titolare il defunto, la reversibilità spetta sempre tranne che per l’assegno ordinario di invalidità, che invece non è reversibile.
– Se il deceduto era un lavoratore con 780 settimane di contributi vige la cosiddetta pensione indiretta.
– Se il deceduto era un lavoratore con 260 settimane di contributi di cui 156 nell’ultimo quinquennio, ai superstiti spetta anche in questo caso la pensione indiretta.
– Se il lavoratore è deceduto per motivi di servizio, ai familiari spetta la pensione privilegiata indiretta a prescindere dai contributi versati. Le condizioni per poter fruire di questa pensione sono che il lavoratore fosse iscritto in un fondo di previdenza e che la sua morte sia imputabile con finalità di servizio.
– In mancanza delle fattispecie sopraelencate, al coniuge spetta l’indennità di morte, una somministrazione una tantum in base ai contributi versati. (Continua sotto)

CHI NE BENEFICIA – Ad avere diritto alla prestazione assistenziale sono nell’ordine:
– Il coniuge, anche separato se il tribunale gli ha riconosciuto il diritto agli alimenti. Spetta anche al coniuge divorziato se titolare di assegno divorzile e non risposato.
– I figli che alla morte del genitore siano o minorenni, o maggiorenni ma studenti di scuola media o professionali (fino a 21 anni) o maggiorenni e studenti universitari per tutta la durata degli studi fino a 26 anni, oppure maggiorenni inabili.
– Nipoti minori se a carico del defunto alla sua morte.
– Genitori: in mancanza di coniugi e figli la prestazione può essere corrisposta ai genitori, qualora abbiano un’età superiore ai 65 anni e non siano titolari di pensione e a carico del figlio al momento del decesso
– In mancanza di coniuge, figli, nipoti minori e genitori la pensione può essere erogata a fratelli celibi inabili o sorelle nubili inabili che alla morte del lavoratore siano a suo carico.

GLI IMPORTI – Vediamo nel dettaglio, caso per caso, a quale percentuale ammonta la pensione di reversibilità:
– Solo il coniuge riceverà il 60% della pensione
– un solo figlio riceverà il 70% della pensione
– Se sono presenti il coniuge e un figlio spetterà l’80% della pensione suddiviso in questo modo: 60% al coniuge e 20% al figlio.
– Se sono presenti due figli spetterà l’80% della pensione suddivisa in parti uguali.
– Se sono presenti coniuge e due o più figli spetterà il 100% della pensione così suddivisa: 60% al coniuge e il restante 40% diviso in parti uguali ai figli.
– Tre o più figli si divideranno in parti uguali il 100% della pensione.
– Un genitore riceverà il 15% della pensione
– Un fratello o una sorella percepirà il 15% della pensione
– Due genitori percepiranno il 30% della pensione.
– Due fratelli o sorelle divideranno in parti uguali il 30% della pensione
– Se sono presenti 3 fratelli o sorelle sarà erogato il 45% della pensione e spetterà il 15% ciascuno.
– Se sono presenti 4,5 o 6 fratelli o sorelle sarà erogata una percentuale di pensione pari al 15% ciascuno.
– In presenza di più di 6 fratelli o sorelle sarà erogato il 100% della pensione da suddividere in parti uguali.

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