Partita Iva: come si calcolano i contributi Inps con regime forfettario

Chi ha la partita Iva deve conoscere il modo per calcolare i contributi da versare all'Inps e delineare così il proprio "reale" guadagno annuale. Ecco come funziona con il regime forfettario

Partita Iva, in sede di dichiarazione dei redditi, è sinonimo di “contributi Inps” da versare. Con il regime forfettario ci sono alcune agevolazioni per i liberi professionisti che, rispetto ai colleghi con contabilità ordinaria, pagano una percentuale inferiore di tasse. In questo periodo, dedicato al 730 e al modello unico, andare dal commercialista o al Caf di fiducia è un appuntamento che si trasforma, spesso, in una spiacevole sorpresa, in caso il lavoratore autonomo non abbia fatto bene i conti sul proprio reddito fiscale.

Innanzitutto, è bene specificare che ci sono due tipologie di liberi professionisti con regime forfettario: coloro che sono iscritti a un albo professionale, che devono versare i contributi alla propria cassa previdenziale di riferimento, e quelli senza cassa con gestione separata Inps. Tra questi ultimi, inoltre, ci sono due ulteriori casistiche: i liberi professionisti e commercianti e artigiani, che hanno un trattamento contributivo molto particolare.

Parliamo dei lavoratori autonomi professionisti senza cassa: chi ha la partita Iva con regime forfettario a gestione separata dovrà corrispondere all’Inps il 25% del reddito dichiarato, che si abbassa al 24% in caso di iscrizione ad altro istituto di previdenza sociale o di reddito pensionistico. Di queste aliquote, è bene ricordare che è possibile addebitare il 4% al destinatario del servizio offerto, come contributo previdenziale previsto dalla Legge. Per calcolare quale sia l’effettivo importo del contributo da versare, però, c’è ancora un ulteriore passaggio: l’aliquota, infatti, dovrà essere applicata al reddito fiscale. Come si calcola? Moltiplicando il fatturato annuale per il coefficiente di redditività, che varia a seconda dell’attività svolta e che può essere aggiornato di anno in anno.

Più complesso il caso di commercianti e artigiani. Questi particolari titolari di partita Iva, una volta aperta l’attività, devono iscriversi obbligatoriamente, alla Camera di Commercio. E per le tasse? Dovranno versare il minimale contributivo ridotto del 35% seguendo le scadenze del regime ordinario (quattro all’anno). In un secondo momento, poi, davanti al commercialista per il 730, dovranno verificare se il reddito fiscale illustrato poco sopra sia inferiore o superiore al minimale versato. Nel primo caso, il contribuente non dovrà versare altre tasse. Nel secondo, invece, si dovrà calcolare il saldo sull’eccesso, con aliquota dell’anno precedente ridotta del 35%.

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