Modello 730/2017: le detrazioni per le spese scolastiche

Cosa e come detrarre dalle spese per l'istruzione nella dichiarazione dei redditi

Fisco 7La stagione del modello 730 è ormai avviata e i contribuenti, come ogni anno, si chiedono se (e in che misura) siano detraibili le spese di istruzione.

Detrazione spese scolastiche 2017: importi detraibili nel modello 730/2017
Con la dichiarazione dei redditi modello 730/2017 (o modello Redditi PF 2017), i contribuenti possono portare in detrazione le spese scolastiche, sostenute nel 2016, per un importo massimo di euro 564,00 per ciascun alunno o studente.

Spese di istruzione diverse da quelle universitarie: le spese ammesse
La disciplina tributaria prevede la detraibilità delle spese scolastiche se sostenute per la frequenza dei seguenti corsi d’istruzione:

  • scuole dell’infanzia (scuole materne);
  • scuola elementare (primaria di primo grado);
  • scuola media (secondaria di primo grado);
  • scuola superiore (secondaria di secondo grado).

Nel modello 730/2017 (ovvero nel modello Redditi 2017) i contribuenti potranno portare in detrazione le seguenti spese:

  • tassa di iscrizione e frequenza;
  • spese relative al servizio di mensa scolastico;
  • contributi volontari ed erogazioni liberali;
  • pre e post scuola;
  • gite scolastiche;
  • contributi per l’ampliamento dell’offerta formativa;
  • assistenza al pasto.

L’Agenzia delle entrate, in merito, con la circolare n. 7/E del 4 aprile 2017 ha precisato che gli studenti iscritti a Conservatori di Musica e Istituti musicali pareggiati hanno diritto alla detrazione soltanto per corsi istituiti in base all’ordinamento antecedente al DPR 212/2005.
Inoltre, la sopra richiamata circolare ha anche messo in risalto la possibilità di portare in detrazione il costo sostenuto per la gita scolastica. Viene tuttavia precisato che, nel caso in cui le spese risultino pagate a soggetti diversi dalla scuola (come nel caso dell’agenzia di viaggi), è necessario consegnare al Caf/professionista sia la quietanza di pagamento sia la copia della delibera scolastica nella quale viene disposto il versamento delle somme ad un soggetto esterno.

Si ricorda, da ultimo, che non è ammessa la detrazione per le spese sostenute per il servizio di trasporto scolastico ovvero per l’acquisto di materiale di cancelleria e libri.

Spese universitarie e corsi di specializzazione: le spese ammesse

I contribuenti possono portare in detrazione le spese riguardanti l’iscrizione e le spese di frequenza in relazione a:

  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi di specializzazione universitaria;
  • corsi di perfezionamento e master universitari;
  • dottorato di ricerca;
  • Istituti tecnici superiori (ITS);
  • corsi istituiti dopo il DPR 212/2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.

Tra le spese ammesse, l’Agenzia delle entrate precisa che è possibile portare in detrazione:

  • tasse d’iscrizione (triennale, specialistica, master anche nel caso di studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • iscrizione a test d’ingresso (anche se non seguiti da iscrizione);
  • tasse per l’iscrizione all’appello di laurea;
  • trasferimenti di ateneo;
  • passaggi di corso;
  • ricongiunzione di carriera.

Limite di detraibilità:
Come sopra precisato, i contribuenti possono detrarre nella misura del 19% le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri. Va ricordato, tuttavia, che la detrazione è calcolata sull’intera spesa sostenuta se l’università è statale mentre, se l’importo è relativo a una università non statale, l’importo ammesso alla detrazione non deve essere superiore a quello stabilito annualmente (per ciascuna facoltà universitaria) con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali nelle diverse aree geografiche.
Per ciò che riguarda l’anno 2016, il Ministero sopra ricordato, con il DM 23 dicembre 2016 n. 993, ha individuato l’importo massimo che i contribuenti potranno portare in detrazione ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e), del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR). Gli importi sono distinti in relazione all’area disciplinare e in base alla regione in cui ha sede l’Ateneo presso il quale è presente il corso di studio:
Area disciplinare                  NORD  |  CENTRO | SUD E ISOLE
Medico                                    € 3.700     € 2.900       € 1.800
Sanitario                                 € 2.600    € 2.200        € 1.600
Scientifico-Tecnologico       € 3.500    € 2.400        € 1.600
Umanistico-sociale               € 2.800    € 2.300        € 1.500

Infine, per completezza, si precisa che la detrazione in esame non spetta per le spese relative a:

  • contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero. La ragione è da ricercare nel fatto che dette somme non rientrano nelle spese per la frequenza di corsi di istruzione;
  • le spese sostenute per l’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari, vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola.

Massimo D’Amico – Centro Studi CGN

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