Modello 730 precompilato: cosa cambia nella dichiarazione 2016

Le novità previste dalle istruzioni del 730/2016 fornite dall'Agenzia delle Entrate. Le restrizioni che cadono e i destinatari

Fisco 7 A partire dal 15 aprile 2016, i contribuenti avranno la possibilità di visualizzare, accettare, modificare e inviare il modello 730 precompilato direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Ma come si accede al modello messo a disposizione dall’Agenzia? Si può fare tutto da soli oppure è necessario rivolgersi a un CAF o a un commercialista?

Quest’anno, peraltro, il modello precompilato dall’Agenzia delle Entrate è messo a disposizione anche di lavoratori dipendenti e di pensionati che, lo scorso anno, hanno presentato dichiarazioni integrative o correttive. Le istruzioni del 730/2016, infatti, prevedono espressamente che “A partire dal 15 aprile, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Non sono previste, quindi, le restrizioni che nelle istruzioni dello scorso anno (modello 730/2015), al contrario, prevedevano che “la dichiarazione precompilata non viene predisposta se, con riferimento all’anno d’imposta precedente, il contribuente ha presentato dichiarazioni correttive nei termini o integrative, per le quali, al momento della lavorazione della dichiarazione precompilata, è ancora in corso l’attività di liquidazione automatizzata”. L’Agenzia delle Entrate aveva giustificato questa restrizione con fatto di non poter stabilire da quale dichiarazione attingere le informazioni da inserire nel modello precompilato.

Se decide di fare tutto da soli, è bene ricordare che, prima di visualizzare il modello 730 precompilato, è necessario accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate attraverso un apposito PIN, che, ricordiamo, può essere richiesto:

  • online, accedendo al sito dell’Agenzia http://www.agenziaentrate.gov.it e inserendo alcuni dati personali;
  • per telefono, chiamando il servizio di risposta automatica al numero 848.800.444 (al costo di una telefonata urbana);
  • in ufficio, presentando un documento di identità.

Oltre alle modalità sopra evidenziate, sarà possibile accedere al 730 precompilato anche utilizzando le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps o la Carta Nazionale dei Servizi.

Se il contribuente ritiene che il modello proposto dall’Amministrazione finanziaria sia corretto e non necessiti di alcuna integrazione, è sufficiente che lo accetti e invii con un clic; in caso contrario è necessario modificarlo o integrarlo direttamente online. È opportuno, a tal fine, avere una buona competenza tributaria per poter stabilire la correttezza della dichiarazione precompilata.

Al contrario, se si intende chiedere l’aiuto di un Caf o di un commercialista, è bene ricordare che i controlli sui documenti saranno effettuati esclusivamente dal CAF o dal professionista anche sugli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati dall’Agenzia delle Entrate e inclusi nel modello 730 precompilato. A tal fine, il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista abilitato la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione. Ai fini di cui sopra, il contribuente deve conservare la documentazione in originale, mentre il Caf o il professionista conserva le copie che possono essere trasmesse, su richiesta, all’Agenzia delle Entrate. I principali documenti da esibire sono:

  • la Certificazione Unica dei redditi (modello CU 2016) e le altre certificazioni che documentano le ritenute;
  • gli scontrini, le ricevute, le fatture e le quietanze che provano le spese sostenute. Il contribuente non deve esibire i documenti che riguardano le spese deducibili già riconosciute dal sostituto d’imposta, né la documentazione degli oneri detraibili che il sostituto d’imposta ha già considerato quando ha calcolato le imposte e ha effettuato le operazioni di conguaglio, se i documenti sono già in possesso di quest’ultimo;
  • gli attestati di versamento d’imposta eseguiti con il modello F24;
  • la dichiarazione modello Unico in caso di crediti per cui il contribuente ha richiesto il riporto nella successiva dichiarazione dei redditi.

Massimo D’Amico – Centro Studi CGN

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