Le tasse mettono a rischio l’azienda? Spunta l’evasione fiscale di sopravvivenza

Quando la pressione fiscale rischia di far chiudere l'attività o impedisce il pagamento degli stipendi, può essere riconosciuta l'evasione fiscale di sopravvivenza

Si tratta di una situazione un po’ anomala all’interno della regolamentazione in tema di elusione fiscale e quindi di oneri sul versamento delle tasse dovute da ogni contribuente.
Fatto sta che il tema di evasione fiscale di sopravvivenza diviene salvagente per coloro che sono in difficoltà evidente, perché nonostante non vi sia alcuna menzione nelle leggi in vigore alcune sentenze a favore di questa scelta hanno trovato accoglimento da parte del giudice.
Adesso ci sarà da capire fino a che punto sia possibile usufruire di tale possibilità, in quanto in alcuni casi (importi dovuti per oltre 50 mila euro e non versati) è prevista anche la detenzione da sei mesi a due anni.

Il fatto nasce quando al titolare di un’azienda viene ratificato un avviso di pagamento per oltre 200 mila euro dovuto ai mancati adempimenti all’erario.
Qui scatta il penale in quanto la cifra supera le soglie limite oltre le quali è previsto anche il carcere. L’imprenditore da parte sua, risponde all’erario comunicando che il suo mancato versamento non è la volontà di evadere il fisco, ma una scelta necessaria per non far mancare lo stipendio ai propri dipendenti, in quanto la cifra da versare avrebbe prosciugato completamente le casse societarie.

I giudici che hanno affrontato la causa hanno indicato che il “fatto non costituisce reato”, in quanto l’imprenditore si è trovato nella reale impossibilità di adempiere agli oneri fiscali, non potendo agire in maniera diversa perché senza alcuna alternativa possibile.
In realtà questo fatto non è poi molto strano, se si pensa che comunque era già stata data una possibilità di respiro alle aziende per cercare di non mancare con i pagamenti a fornitori e dipendenti durante le attività: il ravvedimento operoso“.
Certo siamo lontani dalla scelta dei giudici, ma è comunque una possibilità di rinvio del pagamento con penali veramente basse e quindi sostenibili.

Alcune sentenze che possono sembrare “strane” in un periodo in cui sembrava fosse nata una caccia all’uomo per ridurre l’evasione fiscale nel nostro paese, hanno in realtà preso una strada diversa per dei motivi validi.
Si sono resi conto che alcune aziende in questo periodo storico specifico, non riescono veramente a far fronte a tutti i propri obblighi fiscali e contestualmente le spese societarie, e un’azienda che chiude o centinaia di dipendenti che restano a casa o senza stipendio, è forse un danno al paese molto più elevato che un mancato adempimento fiscale.
Adesso tutto sta a trovare il giusto equilibrio, e le aziende devono essere in grado di dimostrare la reale impossibilità a versare i soldi al fisco, altrimenti il reato diventa ancora peggiore.

Immagini: Depositphotos

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