La risposta dell’Italia all’Ue: lotta all’evasione e tagli alla spesa, ma niente manovre aggiuntive

Padoan, ministro dell'Economia, prende tempo ma da Bruxelles pensano a una procedura d'infrazione

(Teleborsa)“Cara Europa ti scrivo, così mi correggo un po’ ma siccome sei molto lontana a modo mio ti accontenterò “.  Tradotto:  Italia pronta ad “accon-sfidare” (una perfetta via di mezzo, in pratica,  tra accontentare e sfidare)  l’Europa, pronta cioè a correggere il tiro e pure il debito ma senza mettere in campo nessuna manovra estemporanea. Correzione, dunque, sarà ma rigorosamente soft.

In sostanza, il governo chiude la porta a una manovra brutale, etichettabile cioè come “manovra bis” che «colpirebbe» la ripresa italiana (del resto, con le elezioni, probabilmente, alle porte, ce lo vedete voi un qualsiasi governo, farsi carico di una serie di tasse pronte a suonare gli italiani, già al tappeto?) . E allora cosa fa l’Italia? Prende tempo e promette a Bruxelles un rafforzamento delle misure per la lotta all’evasione e ulteriori risparmi da una intensificazione della spending review.

Nella missiva , indirizzata al vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis e al commissario, Pierre Moscosvici, in risposta alla richiesta di una correzione dei conti pari allo 0,2% del pil, ovvero circa 3,4 miliardi, la ricetta del ministro dell’Economia Padoan che punta a un obiettivo duplice: evitare la procedura d’infrazione e,allo stesso tempo, arrivare in campagna elettorale senza manovre restrittive. Stavolta, dunque, la manovra più rischiosa non è quella che si gioca sul piano economico, ma quella strategica che il ministro dell’Economia ha messo in campo in rigoroso accordo con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni che condivide la “linea dura”, o comunque non proprio morbidissima.

Una partita delicatissima, insomma, con Padoan che mette in piazza i risultati positivi fin qui ottenuti su cui fa leva: ” In linea con l’obiettico di garantire nel lungo termine un controllo sul deficit e sul debito, il concretizzarsi in diversi anni di una politica fiscale solida, caratterizzata da notevoli avanzi primari, è risultato in una stabilizzazione oggettiva del rapporto debito-Pil nel 2016. Si tratta di un successo significativo, se si considerano il persistere delle pressioni deflazionistiche e l’elevata volatilità sperimentata dai mercati finanziari. Il deficit dell’Italia scende dal 2014, con un calo di 0,3 punti percentuali rispetto al Pil all’anno, dando sostegno all’economia e alla crescita dell’ occupazione“.

PAROLA D’ORDINE CRESCITA – “Il governo intende continuare nel percorso di consolidamento della crescita e delle riforme strutturali“. Ma “un ritmo di aggiustamento eccessivamente accelerato danneggerebbe l’economia, in un momento di incertezza globale economica e geopolitica“.

.

LOTTA ALL’EVASIONE E TAGLI ALLA SPESA – “L’ammontare generale dello sforzo strutturale per riprendere il percorso verso l’obiettivo di medio termine sara’ composto per circa un quarto da tagli di spesa e per la parte restante da aumenti di entrate”, fanno sapere dal Mef con “Il Governo che prenderà tra l’altro provvedimenti di contrasto all’evasione fiscale in continuità con quelli già adottati nel recente passato, estendendone la portata, e di riduzione della spesa, anche grazie alla nuova modalità di costruzione del bilancio dello Stato entrata in vigore con la riforma completata nel 2016″.

CHIEDERE E’ LECITO, RISPONDERE E’ (GROSSA) CORTESIA – Lettera, dunque, inviata. Ora la palla passa a Bruxelles che dovrebbe esprimersi in via ufficiale il prossimo 13 febbraio, in occasione della pubblicazione delle sue previsioni economiche, in cui rientrano anche le stime sul deficit strutturale dell’Italia. Se la soglia del 2% del Pil, per il 2017, non sarà superata, allora l’Italia potrà tirare un bel sospiro di sollievo. In caso contrario, probabile che saremo chiamati a fare i conti con una procedura di infrazione.
Nel frattempo, non resta che aspettare tenendo bene a mente che se è vero che chiedere è lecito, rispondere (magari positivamente) in questo caso sarebbe davvero cortesia.

La risposta dell’Italia all’Ue: lotta all’evasione e tagli alla spesa, ma niente manovre aggiuntive
La risposta dell’Italia all’Ue: lotta all’evasione e...