Italiani all’estero: ecco come non pagare le tasse due volte

Gli Italiani all'estero rischiano di pagare le tasse due volte se non seguono le giuste procedure: ecco come fare in caso di lavoro oltre i confini del Paese

Italiani all’estero attenzione: chi non segue le corrette procedure per la dichiarazione dei redditi rischia di pagare le tasse due volte, nel proprio Paese di residenza e in quello estero, senza poter usufruire del credito d’imposta. Per evitare questa problematica e onerosa situazione, le accortezze da adottare sono semplici, ma necessarie e fondamentali per i compatrioti che hanno deciso di trasferirsi all’estero per lavoro.

La soluzione principale per non rischiare di versare per due volte i contributi è l’iscrizione all’Anagrafe Italiana Residenti Estero (Aire): questa procedura è d’obbligo per ogni cittadino italiano che decida di lasciare il Paese e trasferirsi oltre i confini per un periodo superiore a un anno. Cosa succede una volta registrati all’Aire? Gli Italiani all’estero potranno pagare le tasse direttamente nel Paese ospite e votare in situ per le elezioni nazionali ed europee. Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, invece, gli iscritti all’Aire perdono il proprio medico di base e l’assistenza italiana.

Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, invece, chi non è iscritto all’Aire deve necessariamente rivolgersi al proprio commercialista di fiducia, ai Caf o ai sindacati per procedere regolarmente alla dichiarazione dei redditi in Italia. In questo caso specifico, anche mancando la registrazione estera, si potrà usufruire del credito d’imposta e pagare la differenza tra gli importi del 730 italiano e quello straniero. Se i cittadini del nostro Paese che lavorano all’estero, invece, non dichiarano i dovuti importi in Italia secondo le scadenze vigenti, dovranno pagare due volte le tasse.

Questa casistica, stando alle parole di Marco Fedi, parlamentare del Pd, potrebbe verificarsi per moltissimi ragazzi, inconsapevoli del rischio che stanno correndo. “Sono decine di migliaia i giovani italiani recatisi a lavorare all’estero” esordisce Fedi ” che sono ignari della normativa sulla tassazione del reddito conseguito fuori Italia. In questo modo rischiano di essere sottoposti a doppia imposizione fiscale senza poter usufruire del credito di imposta”. Si richiede, quindi, un intervento deciso del governo per informare e regolare queste situazioni mentre, per ora, la manovrina permette di saldare i conti con lo Stato grazie alla Voluntary Disclosure. I tempi per poter usufruire di questa agevolazione, però, sono stretti: fine luglio. La situazione, per Fedi, rimane comunque allarmante: “si tratta di una bomba a orologeria” continua “che si abbatterà duramente sui giovani emigrati”.

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