In arrivo minitassa sulle sigarette per pagare i farmaci anticancro

L'ipotesi è di aumentare di un centesimo il costo di ogni singola sigaretta: un'operazione che frutterebbe 700 milioni

Un centesimo in più per ogni sigaretta per garantire a tutti i cittadini le cure con i nuovi farmaci antitumorali: il ministro della Sanità, con l’accordo del Tesoro, sta studiando una nuova tassa sulla sigarette, che possa così far recuperare fondi da versare al Servizio sanitario Nazionale per acquistare farmaci contro i tumori.

700 MILIONI DI EURO – Visto che i circa 10 milioni di fumatori italiani consumano in media un pacchetto al giorno, cioè 3,6 miliardi all’anno, in questo modo si raccoglierebbe una cifra superiore ai 700 milioni di euro. Cioè quasi identica all’aumento annuo della spesa farmaceutica per gli anti tumorali stimato per il futuro dagli oncologi. I 20 centesimi in più a pacchetto per la tassa di scopo si aggiungeranno ai 90 già versati per l’Iva e ai 2,90 euro di accise (su un pacchetto da 5 euro).

FONDO PER MEDICINALI ANTICANCRO – “Da tempo abbiamo chiesto la creazione di un fondo speciale per i nuovi medicinali anti cancro – dice Carmine Pinto, presidente di Aiom, associazione italiana di oncologia medica – Ci stiamo lavorando insieme ad Aifa e al ministero. Sarebbe un intervento strutturale ma intanto anche la tassa di scopo sulle sigarette può andare bene, come misura tampone”. Pinto stima che i nuovi farmaci avranno un impatto da 7-800 milioni di euro all’anno sulla spesa sanitaria. L’oncologo spiega che nei prossimi quattro anni entreranno nel mercato almeno 7 o 8 prodotti molto importanti per la lotta a certi tumori. “Anche se l’Italia riesce ad ottenere prezzi buoni, migliori ad esempio di quelli degli Usa, sono necessarie strategie che coinvolgano l’industria. Anche perché rischia di spendere denaro per la ricerca di molecole che poi non sarà in grado di vendere se gli Stati non avranno soldi per pagare le terapie”.

LA SMENTITA DI RENZI – Nessun nuovo aumento neanche per le sigarette. La smentita del premier è secca: “No all’aumento né di tasse, né di accise, nemmeno sulle sigarette io non fumo, credo che fumare faccia male, però non è possibile che si prenda quella parte di cittadini che fuma e che si sprema. O dici che non si può più fumare in Italia o non è che li utilizzi come bancomat perché fumano”.

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