Imu e Tasi pagate in ritardo, scatta il ravvedimento operoso

Per chi non ha pagato la seconda rata che scadeva il 16 dicembre, c'è la possibilità di mettersi in regola con una piccola sanzione

Per chi non ha pagato la seconda rata dell’Imu o della Tasi che scadeva il 16 dicembre, c’è la possibilità di mettersi in regola sfruttando l’istituto del ravvedimento operoso.
In questo modo, è possibile regolare la propria posizione con un limitatissimo sovrapprezzo prima di incorrere in accertamenti del Fisco per cui, poi, si dovrebbe pagare fino a dieci volte di più.

COS’E’ IL RAVVEDIMENTO OPEROSO – E’ la possibilità che il Fisco concede ai contribuenti di mettersi in regola con un pagamento o una scadenza con una sanzione ridotta rispetto al normale. A seconda del ritardo il contribuente potrà pagare sanzioni ridotte ed interessi sulla base del numero di giorni di ritardo. In caso di ravvedimento, le sanzioni e gli interessi vanno versati sommandoli all’imposta e quindi con lo stesso codice tributo.

TIPOLOGIE DI RAVVEDIMENTO OPEROSO – Il ravvedimento cambia a seconda del periodo trascorso dalla scadenza. Ovviamente, prima si fa, meno si paga.

  • Se si versa entro 14 giorni dalla scadenza la sanzione applicata è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo del valore dell’imposta da versare a cui vanno aggiunti gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale;
  • Se si versa dal 15° al 30° giorno di ritardo è prevista una sanzione fissa dell’1,5% dell’imposta da versare a cui si aggiungono gli interessi giornalieri calcolati sulla base del tasso di riferimento annuale;
  • Dal 30° al 90° giorno di ritardo si applica una sanzione fissa dell’1,67% dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale;
  • Dopo il 90° giorno di ritardo, ma comunque, entro la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione la sanzione fissa sale a 3,75% dell’importo da versare più gli interessi giornalieri sempre calcolati sulla base del tasso di riferimento annuale.

GLI INTERESSI LEGALI – Alle sanzioni vanno sempre aggiunti gli interessi legali. Ora sono fissati allo 0,2% annuo e chiaramente le cifre sono minuscole. Per pochi giorni e piccoli importi dovuti il valore degli interessi si azzera con l’arrotondamento.

COME SI PAGA –  La compilazione del modello F24 per il versamento non è complessa. Il codice tributo da indicare è lo stesso della normale scadenza. Va invece barrata la casella che indica il ravvedimento e l’importo inserito deve essere comprensivo sia del tributo dovuto, sia degli interessi e della mini-sanzione.

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