Il redditometro diventa più invasivo. Ecco perché

Necessario dimostrare l’effettiva spesa sostenuta per gli incrementi patrimoniali

Nei vari casi di accertamento da Redditometro, è necessario dimostrare la spesa per incrementi patrimoniali, giacché al contribuente non basterà più provare la mera capacità di reddito. In pratica, se si riceve un avviso di accertamento, non è più sufficiente poter dimostrare di essere entrati in possesso di redditi esenti o già assoggettati a ritenuta alla fonte, ma si deve anche spiegare come sono stati poi utilizzati tali redditi per le proprie spese. Dunque, poter dimostrare da dove arrivano i soldi non è più sufficiente a superare la presunzione di reddito non dichiarato.

Una sentenza di Cassazione (n. 916/2016), si legge sul sito delle PMI, ha infatti ribaltato il precedente orientamento (sentenza n.7339/2015): ora, per difendersi dal Fisco, non basta ad esempio dimostrare di aver ricevuto una donazione pregressa ma bisogna anche dimostrare, documenti alla mano, come sono sono collegati tali redditi extra con le spese effettuate.

Secondo la Cassazione, infatti, pur non obbligati alla tenuta di scritture contabili, i contribuenti devono comunque provare il nesso tra tenore di vita e disponibilità di risorse: una “astratta compatibilità” tra spese (che contribuiscono a definire il tenore di vita) e reddito non rilevante dal punto di vista fiscale può dunque giustificare il monitoraggio dei percorsi del denaro disponibile.

La nuova sentenza fa piazza pulita anche dei precedenti pronunciamenti più “morbidi”, quali la sentenza della Corte Suprema n. 6396 del 19 marzo 2014 secondo la quale, in caso di accertamenti sintetici dovuti a spese rinvenienti da incrementi patrimoniali, l’onere della prova in capo al contribuente: “riguarda la sola disponibilità di redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte e non anche la dimostrazione del loro impiego negli acquisti effettuati – e che questa circostanza sia – idonea, da sola, a superare la presunzione dell’insufficienza del reddito dichiarato”.

Alla luce di quanto detto, resta assodato che, non solo spetta al contribuente dimostrare l’infondatezza della presunzione secondo cui il reddito dichiarato non sia sufficiente a giustificare il proprio tenore di vita, ma è anche necessario fornire anche la documentazione idonea a giustificare le singole spese.

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