Fisco, il 2017 è l’anno della svolta: meno tasse per famiglie e imprese

La pressione fiscale in Italia è al top in Europa? Qualche novità positiva attende i contribuenti italiani, che nel 2017 pagheranno meno tasse, vedendo scendere un poco la pressione fiscale, intesa come quella parte di PIL che “va in fumo” sotto forma di imposte pagate allo Stato (dirette, indirette, contributi sociali ecc.)

Secondo uno studio della CGIA, l’associazione che rappresenta le PMI e gli artigiani veneti, grazie alle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2017le famiglie dovrebbero risparmiare 2,9 miliardi e le imprese 4,5 miliardi, mentre la pressione fiscale ufficiale dovrebbe scendere al 42,3% dal 42,6% nel 2017. Questa analisi contempla la situazione attuale, che potrebbe cambiare in caso di una eventuale “manovra correttiva” imposta da Bruxelles.

“Sebbene in calo, siamo comunque ancora lontani dal 41,5% registrato prima della crisi, quando il rapporto debito/PIL, ad esempio, era al 100 per cento: un dato inferiore di oltre 30 punti a quello attuale”, sottolinea il segretario della CGIA, Paolo Zabeo.

CHI BENEFICERA’ DI QUESTA RIDUZIONE?

Le famiglie risparmieranno 2,94 miliardi di euro così ripartiti:  la più importante iniziativa sarà la proroga delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico (607,7 milioni di euro),sui seguiranno il bonus bebè (392 milioni di euro), i premi di produttività dei lavoratori dipendenti del settore privato (382,3 milioni di euro), il bonus cultura per i 18enni (290 milioni di euro), la mancata proroga del contributo di solidarietà del 3% in capo ai contribuenti con un reddito sopra i 300 mila euro (275,4 milioni di euro), l’estensione della “no tax area” per i pensionati over 75 (246 milioni di euro).

Le imprese beneficeranno di una dozzina di provvedimenti per un valore di 4,5 miliardi: le società di capitali beneficeranno della riduzione dell’aliquota IRES che passerà dal 27,5% al 24% con una riduzione del peso fiscale di 2,9 miliardi di euro; gli imprenditori individuali e le società di persone che opteranno su base volontaria per l’IRI (Imposta reddito impresa) saranno sottoposti ad un’aliquota fissa al 24% sugli utili non prelevati in luogo della tassazione IRPEF (1,2 miliardi di sgravi); la proroga del maxi ammortamento al 140% e l’iper ammortamento al 150% per l’acquisto di macchinari ad alto contenuto tecnologico consentiranno un risparmio fiscale di 973 milioni di euro; la proroga fino al 2020 del credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo permetterà un risparmio fiscale di 727 milioni di euro; l’alleggerimento fiscale per gli agricoltori, tra cui la cancellazione dell’IrpeF sui redditi nel triennio 2017-2019, garantirà uno sgravio annuo di 157,6 milioni; grazie alla riduzione dell’aliquota contributiva al 25%, il popolo delle partite Iva risparmierà 108 milioni di euro di contributi previdenziali, cifra che va compensata dal venir meno delle agevolazioni dell’ACE (Agevolazione per la crescita economica) dell’epoca Monti.

Fisco, il 2017 è l’anno della svolta: meno tasse per famiglie e imprese
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