Fisco, cambia tutto: caccia ai grandi evasori, stop controlli su piccoli importi

Così cambiano i controlli del Fisco: gli accertamenti implacabili del fisco saranno dedicati principalmente ai grandi evasori. Tutte le novità per i contribuenti

Fisco, si cambia: nel mirino dell’Agenzia delle Entrate ci saranno i grandi evasori e ci sarà uno stop ai controlli sui piccoli importi. La rivoluzione arriva con l’ultima circolare pubblicata, con la quale cerca di dare risposte concrete al dilagante malcontento nei confronti della macchina fiscale.

E si cambia a partire proprio da quelle che vengono percepite come piccole, fastidiosissime, vessazioni quotidiane: ad esempio i controlli che non si effettueranno più sulle piccole somme. Stop ad accertamenti estremamente laboriosi e invasivi e, invece, lotta senza quartiere alle forme di evasione più grave e alle frodi anche a livello internazionale.

GLI STUDI DI SETTORE – Oltre al capitolo controlli, la circolare prevede che le presunzioni fissate dalla legge a salvaguardia della pretesa erariale (come gli studi di settore) saranno applicate secondo criteri di proporzionalità e ragionevolezza, grazie alla collaborazione del contribuente che potrà dimostrare e giustificare eventuali anomalie. Non solo. L’Agenzia sarà impegnata a stipulare con le imprese, in determinati ambiti, accordi preventivi per regolare in anticipo il trattamento fiscale di alcune operazioni, implementerà la c ooperative compliance , porterà avanti anche la gestione e la lavorazione delle istanze della voluntary disclosure.

DEBUTTERA’ UNA NUOVA COMUNICAZIONE UNICA – Nell’ottica di un progressivo miglioramento dei rapporti con i contribuenti e in linea con le indicazioni Ocse, l’Agenzia proseguirà il percorso intrapreso lo scorso anno nel contrasto all’evasione, mettendo a disposizione dei contribuenti nelle comunicazioni inviate, gli elementi di cui è in possesso con l’obiettivo di favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. In questo senso si annuncia anche il debutto di una nuova comunicazione unica destinata a persone fisiche e imprese individuali. Insomma l’Agenzia punta con decisione ad un rapporto basato su fiducia e collaborazione e per questo cerca innanzitutto di cambiare pelle.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, arriva a ribaltare il concetto, ormai un ‘classico’, espresso dall’allora ministro Tommaso Padoa Schioppa (“pagare le tasse è bello”): “E’ innegabile – ammette – che anche il cittadino più sensibile alla cosa pubblica non si priva volentieri di una parte del proprio reddito”. Quindi: “se esigiamo serietà e correttezza dai contribuenti, dobbiamo noi per primi dare prova di serietà e coerenza nel rispetto dei principi a cui diciamo di ispirare la nostra azione. Noi rappresentiamo lo Stato nell’esercizio di una delle sue funzioni più autoritative, il prelievo fiscale, e perciò dobbiamo operare in modo da guadagnare nell’esercizio di questa funzione il rispetto e la fiducia dei cittadini”.

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