Evasione fiscale, quando è da Codice penale. Le nuove regole per i reati tributari

In molti casi l'evasione fiscale diventa reato quando supera determinate soglie. Che recentemente sono state abbassate. Ecco i casi in cui sui va in galera

Ci sono molti modi di combattere l’evasione fiscale. Per fare uscire allo scoperto i furbetti (o i veri e propri ladri) lo Stato mette in campo strategie sempre più differenziate. Sul piano investigativo, e della deterrenza, si va dagli scontrini telematici e dai blitz delle Finanza, alla lente del nuovo redditometro e degli altri strumenti di accertamento induttivo del reddito. Si punta anche sulla tax compliance, pensando agli sconti per chi fa tornare i capitali con la volountary disclosure e ai  premi per i contribuenti onesti.
Ma si inasprisce anche la repressione con un giro di vite sui reati tributari  regolato in uno decreti attuativi dalla Legge di Riforma Fiscale, cd. Delega Fiscale, approvati dal Governo lo scorso 26 giugno 2015. Vediamo l’attuale regime in vigore e le novità introdotte della delega fiscale in merito ai reati tributari.

Quando l’evasione è reato

Naturalmente non tutti gli illeciti fiscali hanno la stessa gravità. Delle varie condotte tese a non pagare le tasse dovute – una task force del Governo ha identificato 19 profili di evasore – solo alcune sono considerate reati. La legge stabilisce quando un illecito è punibile con una sanzione amministrativa (ammenda) o penale (multa o carcere). E spesso la soglia è quantitativa: dipende cioè da quanto si evade. Un discorso a parte spetta poi all’elusione fiscale, la “zona grigia” in cui si usano le norme esistenti con il solo scopo di ridurre il carico fiscale.

Restando al campo dell’evasione, vediamo le principali condotte che configurano un reato penale e le relative sanzioni (la norma di riferimento è il Dlgs 74 del 2000, modificato dal Dl 138 del 2011 e ulteriormente ritoccato dal Dlgs. n. 158/2015).
Ricordiamo inoltre che in base al d.lgs. n. 8/2016, in vigore dal 6 febbraio 2016,  il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali è stato depenalizzato per i versamenti di importo inferiore a euro 10.000 annui.

Dichiarazione fraudolenta

  • Condotta: falsificazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o alterando le scritture contabili (per i soggetti obbligati). Il reato sussiste se:
    – l’imposta evasa è superiore a 30mila euro con riferimento a ciascuna delle singole imposte (prima era 77.468,53), e
    – i redditi non dichiarati superano il 5% del totale o comunque 1,5 milioni di euro (prima era 1 milione)
  • Sanzione: reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Dichiarazione infedele

  • Condotta: dichiarazioni non veritiere al di fuori dei casi precedenti (senza un impianto fraudolento, ma comunque consapevolmente e volontariamente). Il reato sussiste se:
    – l’imposta evasa è superiore a 150mila euro (prima era di 50.000 euro), e
    – i redditi non dichiarati superano il 10% del totale o comunque i 3 milioni di euro (prima era 2 milioni).
  • Sanzione: reclusione da 1 a 3 anni.

Dichiarazione omessa

  • Condotta: mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi, Iva e anche del 770 entro 90 giorni dalla scadenza. Il reato sussiste se l’imposta evasa è superiore a 50mila euro (prima era 30mila).
  • Sanzione: reclusione da 1 a 3 anni.

Omesso versamento IVA e ritenute certificate

  • Condotta: la soglia di punibilità è fissata a 250mila euro (era 50mila).

Emissione di fatture false

  • Condotta: emissione di fatture o ricevute per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva, a prescindere dall’utilizzazione o meno dei documenti falsi da parte del soggetto ricevente e dall’importo (prima la soglia di punibilità era di 196 mila euro).
  • Sanzioni: da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Occultamento o distruzione di documenti contabili

  • Condotta: distruzione o occultamento di scritture contabili o altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari.
  • Sanzioni: reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Si va in galera più facilmente
Per tutti questi reati non si applica la sospensione condizionale della pena se l’imposta evasa supera:
– il 30% del volume d’affari;
– i 3 milioni di euro.

 

 

LEGGI ANCHE

Evasione fiscale, quando è da Codice penale. Le nuove regole per i reati tributari
Evasione fiscale, quando è da Codice penale. Le nuove regole per i re...