Dichiarazione Imu: come presentarla per non perdere gli sconti

Per chi ha concesso case in comodato ai figli e ha stipulato contratti a canone concordato

Pagate IMU e Tasi, resta un obbligo per chi ha concesso case in comodato ai figli e ha stipulato contratti a canone concordato beneficiando dell’imposta ridotta. Chi intende mantenere il diritto allo sconto, è chiamato a presentare la dichiarazione Imu al comune, dichiarazione che ha valore anche ai fini Tasi. Il termine è fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello nel quale è scattato il diritto all’agevolazione. Quindi chi ne ha usufruito già nel 2016 anno deve presentare la dichiarazione entro la fine del mese in corso. Chi ha invece applicato lo sconto quest’anno per la prima volta dovrà presentare la dichiarazione nel 2018.

CONTRATTI
Per ottenere lo sconto del 50% per Imu e Tasi nel caso di comodato e del 25% per i contratti a canone concordato, è necessario i contratti siano registrati e si deve riportare nella dichiarazione il numero di registrazione dell’atto. I dati identificativi dei contratti e il diritto alle agevolazioni vanno indicati nelle annotazioni alla dichiarazione.

CONIUGI CON DUE CASE NEL MEDESIMO COMUNE
La comunicazione è sempre obbligatoria nel caso di coniugi proprietari di due abitazioni nello stesso comune, con residenze diverse ma di fatto conviventi in una delle due abitazioni. Come chiarito dalla Circolare 3/2012 del Dipartimento della finanza, infatti, in questa situazione occorre scegliere su quale dei due immobili richiedere l’esenzione come prima casa e, quindi, comunicare la scelta al comune.

IMMOBILI VINCOLATI
Sono tenuti a presentare la dichiarazione anche coloro che nel 2016 hanno usufruito della riduzione del 50% per i fabbricati dichiarati vincolati dalle Belle arti nel 2016. Obbligo anche per chi possiede immobili inagibili o inabitabili per motivi strutturali, e questa situazione deve essere accertata dal comune per poter usufruire anche in questo caso dello sconto del 50% per Imu e Tasi.

RITARDI
E’ possibile consegnare la dichiarazione direttamente al comune, o spedirla per raccomandata senza ricevuta di ritorno, all’Ufficio tributi. Possibile anche l’invio telematico tramite posta certificata. In caso di mancata presentazione della dichiarazione nei termini si può sanare la violazione pagando la relativa sanzione tramite modello F24. È possibile approfittare anche del ravvedimento breve, che consente di sanare l’irregolarità entro 30 giorni, termine entro il quale la sanzione viene dimezzata, e usufruendo anche dell’ulteriore riduzione ad 1/10 della sanzione stessa.

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