Cuneo fiscale, sconto ai contributi per i neo assunti

(Teleborsa) Il peso fiscale sul costo del lavoro in Italia oscilla tra il 41% e il 46% a seconda della figura lavorativa. Una zavorra per le imprese e gli stessi lavoratori, un triste primato di cui vanta il Belpaese.

Recentemente la stessa OCSE ha annunciato che il costo del lavoro nel nostro Paese resta elevato e che tra gli oltre 30 paesi più industrializzati del mondo solo Francia, Repubblica Ceca ed Estonia hanno un carico contributivo per dipendente superiore al nostro.

“Una situazione che ci impone non tanto di tagliare l’aliquota previdenziale che, in un sistema ormai contributivo, danneggerebbe i lavoratori, ma di proseguire con maggiore determinazione nella riduzione delle tasse sulle imprese”, spiega la CGIA di Mestre – l’Associazione delle piccole imprese artigiane.

La stessa Commissione Europea ha sollevato la questione della elevata pressione fiscale che rende meno competitive le imprese italiane e, il taglio del cuneo fiscale, è da sempre un tema in discussione negli obiettivi dei vari governi.

Anche il Governo targato Gentiloni starebbe studiando un intervento in tal senso. Magari focalizzato sui neo assunti, un taglio dei contributi diviso a metà tra impresa e dipendente che si vedrebbe arrivare una busta paga meno gravata di tasse. Questa soluzione potrebbe essere contenuta nel Def che, come assicurato dallo stesso premier, sarà fornito di indicazioni sulla riduzione del costo del lavoro.

L’intervento secondo le prime stime costerebbe tra 1 e 1,5 miliardi di euro.

In alternativa, l’esecutivo potrebbe pensare a un intervento più radicale da 2-2,5 miliardi di euro, con un taglio generalizzato al costo di tutto il lavoro stabile.

Cuneo fiscale, sconto ai contributi per i neo assunti
Cuneo fiscale, sconto ai contributi per i neo assunti