Barche, la nuova tassa da pagare entro il 31 maggio. Da 800 a 25mila euro: come si calcola

Primo versamento della tassa di possesso delle imbarcazioni previsto dalla manovra salva-Italia. Esentate le nuove immatricolazioni e sconto del 50 per le barche a vela

In arrivo la prima scadenza di pagamento per la tassa sulle imbarcazioni introdotta dalla manovra salva-Italia. Entro il 31 maggio i proprietari di imbarcazioni di lunghezza superiore ai 10 metri, ovunque siano ormeggiate, dovranno pagare una tassa di possesso annuale che parte dagli 800 euro e arriva ai 25mila euro per gli scafi di oltre il 64 metri. In pratica una patrimoniale progressiva che però fa delle eccezioni quando la barca non è proprio un lusso.

Nata come tassa di stazionamento, cioè su tutti i natanti che ormeggiano nei porti italiani, in fase di conversione della manovra è diventata una tassa sul possesso. Sarà dovuta, cioè, per tutte le imbarcazioni oltre i 10 metri possedute da contribuenti italiani a prescindere dal fatto che la barca stia effettivamente navigando in acque territoriali. Una correzione introdotta per evitare la fuga verso i porti francesi, croati o greci e tutelare l’indotto turistico delle nostre coste. Sebbene più difficile, può però spingere i proprietari di yacht e imbarcazioni di lusso a cambiare bandiera per sfuggire alla giurisdizione fiscale italiana.

Nella sua versione definitiva, comunque, la tassa risulta notevolmente ridotta e prevede alcune ulteriori sconti per le barche nuove o particolarmente vecchie. Vediamo in dettaglio chi, quanto e come si paga.

•  Si applica alle imbarcazioni da diporto superiori ai 10 metri di lunghezza in possesso di persone fisiche e giuridiche residenti in Italia.

•  Non si applica alle imbarcazioni:
–  di soggetti non residenti e senza stabili organizzazioni in Italia anche se ormeggiate nei porti italiani (sempre che il possesso non sia fiscalmente attribuibile a soggetti residenti in Italia);
–  di nuova immatricolazione per il 1° anno (un modo per non penalizzare troppo l’industria cantieristica);
–  di aziende di noleggio di imbarcazioni;
–  di salvataggio, di servizio e quelle possedute e utilizzate da enti di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso.

•  Importi. La tassa ha un importo progressivo in base alla lunghezza dello scafo:

 Lunghezza dello scafo
 Importo annuale
 – 10,01 – 12 mt € 800
 – 12,01 – 14 mt € 1.160
 – 14,01 – 17 mt € 1.740
 – 17,01 – 20 mt € 2.600
 – 20,01 – 24 mt € 4.400
 – 24,01 – 34 mt € 7.800
 – 34,01 – 44 mt € 12.500
 – 44,01 – 54 mt € 16.000
 – 54,01 – 64 mt € 21.500
 – oltre 64 mt € 25.000

•  Riduzioni. Sono previste sconti d’imposta:
–  del 50% per le barche a vela con motore ausiliario e un rapporto fra superficie velica e potenza del motore (in kw) non inferiore a 0,5;
–  del 50% per le imbarcazioni fino a 12 metri di proprietà dei residenti nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, usate come mezzi di locomozione ordinari;
e per le imbarcazioni più vecchie:
–  del 15% se l’imbarcazione ha più di 5 anni;
–  del 30% se l’imbarcazione ha più di 10 anni;
–  del 45% se l’imbarcazione ha più di 15 anni.

•  Pagamento. L’importo da versare entro il 31 maggio si riferisce al periodo di possesso 1° maggio 2011-30 aprile 2012 e va corrisposto con il modello F24 “versamenti con elementi identificativi” (scarica il pdf), utilizzando il codice tributo 3370 per la tassa e 8936 e 1931, rispettivamente per la sanzione e gli interessi in caso di ritardo. Sul modello vanno riportati i dati identificativi del natante. (A.D.M.)

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