Auto e case di lusso su Facebook. Così il Fisco stana gli evasori

Recuperati circa 7 miliardi di euro in un solo anno

Se le cronache hanno già dato ampio spazio a storie di malviventi, quando non veri e propri boss della malavita, traditi dalla smania di apparire sui social network e dunque incorsi in clamorosi arresti, è di questi ultimi giorni la notizia che Facebook sta divenendo un’autentica trappola anche per gli evasori fiscali. Quanto meno in Australia, dove il governo ha iniziato a monitorare i social network con l’obiettivo di stanare gli evasori fiscali tramite le loro ‘ostentazioni’ social.

Sfruttando i contenuti pubblicati su piattaforme come Facebook e Instagram il team di analisti dell’Australian Taxation Office è in grado di monitorare lo stile di vita dei cittadini australiani per metterlo a confronto con il reddito dichiarato. Unendo le informazioni recuperate dai social network con i registri scolastici, gli acquisti online, i dati della motorizzazione e tutte le altre informazioni in possesso degli ispettori del fisco è possibile tracciare un quadro completo sulle spese di ogni singolo individuo. Come rivela il rapporto annuale dell’ATO, pubblicato dal portale d’informazione News.com, ad oggi l’analisi dei profili social ha portato all’individuazione di 1400 individui e 400 compagnie per reati amministrativi e di 21 persone che sono state condannate per reati penali gravi.

Nell’anno finanziario 2015/16 la caccia sui social media ha fruttato all’erario quasi 10 miliardi di dollari australiani (7 miliardi di euro). Il giro di vite ha scoperto decine di casi di redditi dall’estero non dichiarati e usati per pagare costose scuole private o viaggi all’estero, che non sono in linea con il reddito dichiarato.

“È una realtà dell’epoca in cui viviamo che vi siano sempre più informazioni pubblicamente disponibili, particolarmente attraverso i social media”, ha detto il capo dell’Australian Taxation Office, Chris Jordan al quotidiano The Australian. “Naturalmente andiamo a controllare solo quando i conti non tornano”.

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