Arriva la tassa sull’ascensore. E costerà più della Tasi

La normativa europea sulla sicurezza rischia di divenire un balzello

Il governo ha messo a punto un decreto che, in attuazione della normativa europea sulla sicurezza degli ascensori, prevede tutta una serie di nuove verifiche sugli ascensori esistenti. Il decreto non è ancora stato emanato, ma Confedilizia lo ha già equiparato ad una sorta di ‘tassa sull’ascensore’, che finirebbe per annullare gli effetti dell’abolizione della Tasi.

Il provvedimento in questione è un Decreto del Presidente della Repubblica approntato dal ministero dello Sviluppo economico, attualmente all’esame del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi di palazzo Chigi. Nell’articolo 2 si prevede esplicitamente che per gli ascensori già in servizio “e conformi alle norme vigenti a tale data”, quindi anche quelli pienamente a norma “i soggetti verificatori”, cioè i professionisti abilitati alla verifica e alla certificazione di conformità degli ascensori, dovranno fare, in occasione della prima verifica periodica (già prevista per legge) “una verifica di ulteriori requisiti minimi di sicurezza”.

I requisiti in questione riguardano la precisione di fermata e livellamento tra cabina e piano, la presenza di illuminazione del locale macchine, la presenza ed efficacia dei dispositivi di richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio, la presenza di porte di cabina, la presenza di dispositivo di comunicazione bidirezionale in caso di intrappolamento in cabina e la sufficiente illuminazione della cabina. Laddove si dovesse rilevare “la non rispondenza degli ascensori ai requisiti di sicurezza”, sarà necessario avviare lavori di ristrutturazione i cui costi, stima Confedilizia, finirebbero per superare di molto i risparmi generati dall’abolizione della Tasi.

Secondo l’associazione dei proprietari di casa, il Dpr del governo va oltre la direttiva europea “attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa”. Al governo che rimanda la scelta a motivi di sicurezza, Confedilizia ricorda che “ogni sei mesi, per legge, gli ascensori sono sottoposti a manutenzione da tecnico abilitato o ditta specializzata, con verifica di paracadute, limitatore di velocità, dispositivi di sicurezza, funi, catene e attacchi, isolamento impianto elettrico e collegamenti con la terra; ogni due anni, per legge, gli ascensori sono sottoposti a verifica dall’Asl o dall’Arpa o da un organismo di certificazione autorizzato dal ministero dello Sviluppo economico e notificato alla Commissione europea; sempre per legge, qualora il manutentore rilevi un pericolo, deve fermare l’impianto, fino a quando non sia stato riparato, informandone il proprietario, l’incaricato delle verifiche periodiche e il Comune per l’adozione di eventuali provvedimenti di competenza”.

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