Aliquote Irpef e scaglioni 2015: la rimodulazione di Renzi

Così l'esecutivo punta a riformare il Fisco cambiando l'Irpef

Nonostante i tentativi dei recenti governi di rimodulare le aliquote Irpef (Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche), gli scaglioni nel 2016 rimangono invariati. Quindi le soglie di reddito e le relative percentuali d’imposta in vigore sono ancora quelle introdotte dalla legge finanziaria per il 2007, che ha rimodulato il carico fiscale. Tuttavia qualcosa potrebbe cambiare da qui ai prossimi tre anni; nella sua annunciata riforma del Fisco, il governo ha infatti inserito la possibilità di rimodulare aliquote e scaglioni entro il 2018.

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L’IRPEF ATTUALE – L’Irpef è una tassa progressiva la cui percentuale (aliquota) di prelievo aumenta all’aumentare dei redditi percepiti in base alle cinque fasce reddituali denominate scaglioni. Rimane fissata a 8.000 euro la soglia sotto la quale non si pagano le tasse (no tax area). Ai fini della compilazione del modello 730/2014, non è necessario conoscere le aliquote applicabili perché i calcoli delle imposte non spettano al contribuente bensì al datore di lavoro o all’ente previdenziale (sostituti d’imposta), al Caf o al commercialista. (Continua sotto)
Queste le aliquote IRPEF attualmente in vigore:

Reddito imponibile Aliquota Irpef (lorda)
fino a 15.000 euro: 23% 23% del reddito
• da 15.001 a 28.000 euro: 27% 3.450 + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro
• da 28.001 a 55.000 euro: 38% 6.960 + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro
• da 55.001 a 75.000 euro: 41% 17.220 + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro
• oltre 75.000 euro: 43% 25.420 + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro


COME POTREBBE CAMBIARE –
L’ipotesi è quella di partire dalla proposta di riforma del Nens (Nuova Economia Nuova Società, di Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco). Secondo lo studio, il prelievo Irpef si articola, al netto delle detrazioni, in quattro differenti aliquote:
– 0%: esenzione totale per i dipendenti che guadagnano 8mila euro l’anno;
– 27,5%: per chi rimane entro il tetto di 15mila euro;
– 31,5%: per chi percepisce fino a 28mila euro;
– 42/43% per tutti gli altri contribuenti.
La proposta Nens prevede 8 scaglioni “di fatto”: da 0 al 48% sopra i 200mila euro. Con detrazioni fisse: 1000 euro per il lavoro dipendente (800 per i pensionati), 200 euro per il lavoro autonomo. Ciò si tradurrebbe in una rimodulazione a vantaggio dei redditi medio-bassi: una coppia monoreddito dipendente avrebbe quasi 700 euro in più.

GLI EFFETTI – Aumento del reddito minimo imponibile (cosiddetta area senza tasse)
Il reddito sul quale non c’è prelievo salirebbe per i pensionati da 7.000 a 7.500 euro (7.750 per gli ultrasettantacinquenni). Per i dipendenti si tiene conto delle maggiori spese per il lavoro e si arriverebbe a 8.000 euro; il minimo imponibile dei lavoratori autonomi verrebbe aumentato da 4.500 a 4.800 euro.
Per i dipendenti gli sgravi toccherebbero i contribuenti con un reddito annuo lordo di 40 mila euro e anche di più (quando ci sono coniuge e figli a carico).

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