Acconto Iva 2016, scadenza vicina: chi deve pagare e come

Il 27 dicembre scade il termine ultimo per effettuare il versamento dell’acconto Iva

Archiviate IMU e TASI, prima della fine dell’anno molti contribuenti italiani dovranno affrontare l’ultimo importante appuntamento fiscale dell’anno. Il 27 dicembre scade infatti il termine ultimo per effettuare il versamento dell’acconto IVA e sono tenuti a ottemperare la scadenza tutti i contribuenti (imprese e lavoratori autonomi), esclusi quelli che hanno adottato il regime forfettario o quello dei minimi. Inoltre, se l’importo dovuto è inferiore a 103,29 euro, non è dovuto alcun versamento di imposta.

Acconto IVA: chi deve pagare e chi no?

Devono versare l’acconto tutti i contribuenti IVA eccezion fatta per:

  • i soggetti che non effettuano le liquidazioni periodiche dell’Imposta sul Valore Aggiunto, mensili o trimestrali che siano
  • gli enti pubblici territoriali che esercitano attività rilevanti ai fini Iva
  • i soggetti che non dispongono di uno dei due dati (quello “storico” o quello “previsionale”) su si basa il calcolo;
  • i contribuenti per i quali risulta un importo dovuto a titolo d’acconto non superiore a 103,29 euro

Inoltre, in base all’attuale normativa, sono esonerati dal versamento dell’acconto IVA:

  • i contribuenti che, nel periodo d’imposta, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette a imposta o senza obbligo di pagamento dell’imposta
  • i produttori agricoli
  • i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giuochi in regime speciale
  • le associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e quelle pro loco, in regime forfetari
  • i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo
  • gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all’Iva.

Acconto IVA: come si calcola?

Ci sono tre metodi differenti che ogni contribuente IVA può utilizzare per calcolare l’importo dovuto: storico, previsionale e analitico.

  • Il metodo storico consiste nel saldo del debito residuale del 12%. L’acconto IVA è infatti dell’88%. Ciò che cambia è l’arco temporale e contributivo di riferimento, che varia a seconda della periodicità di liquidazione del contribuente.
  • Il metodo previsionale è suscettibile di rischiosi errori di calcolo che potrebbero costare al contribuente il pagamento di sanzioni. Basandosi sul dato previsionale del 2016, si calcola l’acconto: si prendono, dunque, a riferimento, le operazioni che verranno effettuate nel mese di dicembre, o nel quarto trimestre o nella dichiarazione annuale del 2016 (a seconda della categoria dei contribuenti), quindi dell’anno in corso. L’acconto versato dovrà essere almeno l’88% della somma effettivamente dovuta in base al periodo di riferimento.
  • Il metodo delle operazioni effettuate entro il 20 dicembre 2016: per il calcolo si tengono in considerazioni le operazioni effettuate con un’IVA in acconto pari al 100% dell’importo. L’importo a debito dovrà essere interamente versato. Si considereranno tutte le operazioni effettuate dal 1° dicembre al 20 dicembre per i contribuenti mensili; dal 1° ottobre al 20 dicembre per i contribuenti trimestrali.

Acconto IVA: come si paga?

Per versare l’acconto IVA i contribuenti dovranno utilizzare il modello F24, tramite via telematica. L’importo dovuto può essere compensato con eventuali crediti d’imposta o contributi in disponibilità del contribuente.
Per la compilazione del modello F24 relativamente al versamento dell’acconto IVA 2016 si dovrà indicare l’anno fiscale di riferimento ed utilizzare i seguenti codici tributo:

  • 6013 per i contribuenti mensili;
  • 6035 per i contribuenti trimestrali.

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