L’inflazione

Tipologie e cause. L'inflazione "core". Le leve per controllarla

L’inflazione è l’aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi e parallelamente la perdita di valore del denaro: con la stessa cifra posso comprare di meno. E’ celebre la battuta di Ugo Tognazzi: “Inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca”. In Italia il tasso di inflazione ufficiale viene calcolato dall’Istat.

Ci sono due tipi principali di inflazione:

•  l’inflazione da domanda, che si accompagna alla crescita economica: si ha quando i redditi (e quindi la capacità di spesa) delle persone salgono più in fretta della quantità di beni e servizi sul mercato. La domanda non riesce a essere soddisfatta e questo fa aumentare i prezzi perché si è disposti a pagare di più lo stesso bene. Un effetto che si ha anche se la disponibilità di un bene diminuisce e la domanda rimane uguale.

•  l’inflazione da costo, che può verificarsi anche in fasi di stagnazione o recessione (dando origine alla cosiddetta stagflazione): si ha quando salgono i costi di produzione di un bene o servizio e di conseguenza aumentano i prezzi di vendita. Tra i costi di produzione ci sono quelli delle materie prime, dell’energia o del lavoro.

Il rischio che si sta delineando i questi ultimi tempi è proprio quello di un’inflazione da costo trainata dall’aumento del prezzo del petrolio a causa della crisi nordafricana. Un esempio storico simile è rappresentato dallo shock petrolifero del 1973-75 e del 1979-80.

I “rimedi” per l’inflazione

 Uno dei compiti principali delle banche centrali, infatti, è quello di tenere sotto controllo l’inflazione agendo sui tassi d’interesse:

•  aumentando i tassi (cioè l’interesse da pagare per ottenere un prestito) il denaro costa di più quindi se ne riduce la quantità in circolazione e questo “raffredda” l’inflazione;

•  diminuendo i tassi, invece, si stimola la crescita economica (perché ottenere denaro per investimenti costa meno) ma si induce anche un aumento dell’inflazione.

L’inflazione “core”

Si parla anche di inflazione “core” per intendere quella calcolata senza i prezzi dell’energia (petrolio e gas) e delle materie prime, cioè due variabili influenzate spesso da fattori “extra-economici” – come le carestie o l’instabilità politica di un’area, appunto – e poco controllabili dalle banche centrali. Facendo riferimento solo all’inflazione “core” si isolano gli elementi controllabili dalla politica economica ma si rischia di dare un’immagine falsata della realtà che tranquillizza la gente ma rischia di innescare altra inflazione.

L’inflazione fa bene al debito

Va da sé che gli unici avvantaggiati dall’inflazione sono i soggetti indebitati, perché la perdita di valore del denaro fa sì che il valore reale del capitale da restituire sia inferiore a quello del capitale preso in prestito precedentemente. (A.D.M.)

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